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Comprare Maserati d’epoca
Maserati unisce il Tridente di Modena a gran turismo veloci, berline di carattere e sportive a motore centrale. Trova su Classic Trader la Maserati giusta per i passi alpini, i raduni e i lunghi viaggi italiani.
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2010 | Maserati GranCabrio 4.7
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2008 | Maserati GranTurismo 4.2
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1977 | Maserati Khamsin
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1961 | Maserati 3500 GT Touring
1961 Maserati 3500 GT — Matching Numbers, Completamente Restaurata, Touring Superleggera


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2008 | Maserati GranTurismo 4.2
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2005 | Maserati Spyder 4200 Cambiocorsa
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Maserati: da Bologna a Modena, tra corsa e gran turismo
Maserati non è un marchio da riassumere con una sola formula. Sotto il Tridente si incontrano il sei cilindri in linea elegante di una 3500 GT, il V8 lungo e muscoloso della Ghibli, la tecnica da motore centrale di Bora e Merak, il carattere sovralimentato della Biturbo e il suono pieno delle moderne GranTurismo. Per chi desidera comprare una Maserati d’epoca in Italia, questa varietà è un vantaggio: consente di scegliere un’automobile coerente con il proprio modo di viaggiare, non soltanto con un’immagine da collezione.
Le Officine Alfieri Maserati furono fondate a Bologna il 1° dicembre 1914 dai fratelli Alfieri, Ettore ed Ernesto Maserati. Mario, l’unico pittore della famiglia, disegnò il Tridente ispirandosi alla statua di Nettuno in Piazza Maggiore. Nel 1926 la Tipo 26 portò il simbolo in gara alla Targa Florio e vinse la propria classe. Dopo il passaggio alla famiglia Orsi, nel 1939 l’azienda si trasferì a Modena, in viale Ciro Menotti: un indirizzo che resta centrale per la memoria della marca e per l’identità motoristica della città.
La reputazione sportiva non è una decorazione posteriore. La 8CTF vinse la Indianapolis 500 nel 1939 e nel 1940; Juan Manuel Fangio conquistò nel 1957 il quinto titolo mondiale di Formula 1 con la 250F. Eppure l’auto stradale Maserati scelse presto una strada differente da quella della replica da competizione: prestazioni altissime, sì, ma associate a spazio, silenzio meccanico relativo, finiture e autonomia da grande viaggio. È un’idea molto italiana di velocità, nata fra le strade emiliane e cresciuta sulle direttrici verso il mare, le Alpi e l’Europa.
La 3500 GT del 1957 rese concreta questa vocazione. Il suo sei cilindri derivava dall’esperienza agonistica, mentre la carrozzeria Touring Superleggera e il cambio ZF offrivano la sostanza di una granturismo per due persone e bagagli. Mistral, Sebring e Indy svilupparono il tema. Nel 1963 la Quattroporte aprì un’altra strada, quella della berlina ad alte prestazioni, prima che la Ghibli del 1966 imponesse una silhouette V8 bassissima, disegnata da Giorgetto Giugiaro per Ghia.
Gli anni Settanta portarono Bora e Merak, sportive a motore centrale sviluppate nel periodo Citroën, tecnicamente affascinanti e oggi da acquistare soltanto con una documentazione precisa. Dopo la crisi petrolifera, Alejandro de Tomaso rilanciò il marchio con la Biturbo del 1981: una famiglia ampia di coupé, berline e cabriolet V6 biturbo. Fiat acquisì Maserati nel 1993 e Ferrari ne riordinò produzione e tecnica dal 1997. Ne derivarono 3200 GT, Coupé, Spyder, Quattroporte V e GranTurismo. Per il compratore, la lezione è semplice: il prestigio del nome non sostituisce mai la verifica di serie, stato, provenienza e manutenzione specialistica.
Cosa rende speciale una Maserati
Una Maserati classica è quasi sempre progettata per andare forte senza rendere faticoso il viaggio. Nella 3500 GT il sei cilindri in linea è fluido e il posto guida conserva una naturalezza da turismo; nella Mistral l’auto appare più raccolta, ma non perde l’elasticità di marcia. La Ghibli concentra invece l’esperienza nel V8 quattro alberi a camme a carter secco e nel cofano infinito davanti al guidatore. Bora e Merak portano peso e motore alle spalle, con una risposta più concentrata; la Biturbo propone coppia e temperamento in una carrozzeria compatta; Quattroporte e GranTurismo dimostrano che il Tridente può ospitare quattro persone senza rinunciare all’emozione.
Questo carattere è nato anche dalla collaborazione con fornitori e carrozzieri: cambi ZF, assali Salisbury, freni Girling, carburatori Weber, accensioni Marelli; Touring, Vignale, Frua, Ghia, Bertone, Giugiaro, Gandini e Pininfarina. La disponibilità di componenti condivisi facilita talvolta la manutenzione ordinaria, ma non trasforma ogni Maserati in un’auto semplice. Fanalini corretti, modanature, vetri, strumenti, interruttori, rivestimenti e lamiere specifiche richiedono spesso specialisti italiani o europei, club di modello e una ricerca paziente.
La produzione contenuta crea esclusività, non una garanzia automatica di valore. Un esemplare raro con ruggine nascosta, impianto idraulico non documentato o numeri incoerenti può assorbire più denaro di una vettura meno rara ma restaurata bene. Conviene quindi pagare la sostanza già dimostrata: fotografie precedenti al restauro, fatture leggibili, inventario ricambi, certificati e un’ispezione su ponte effettuata da chi conosce realmente il modello. In Italia, dove molte vetture hanno trascorso lunghi periodi ferme in garage di città o case di villeggiatura, i chilometri bassi non devono essere confusi con manutenzione recente.
Dati tecnici per orientarsi
La tabella non sostituisce il controllo dell’automobile proposta: potenza, peso e velocità possono variare secondo versione, alimentazione, mercato e metodo di rilevazione. Serve però a capire quanto siano diverse le principali famiglie Maserati.
La 3500 GTI del 1961 fu tra le prime vetture italiane di serie con iniezione Lucas. La Bora rappresenta il polo opposto: sospensioni indipendenti, V8 da 4,7 o 4,9 litri e idraulica Citroën ad alta pressione per freni, fari a scomparsa, regolazione di sedile e pedaliera. È ingegneria di grande interesse, ma esige un’officina che conosca accumulatori, tubazioni, tenute e fluidi corretti. Nella Merak meritano la stessa attenzione la storia delle valvole, le zone dei serbatoi laterali e la sincronizzazione del cambio. Sulle Biturbo, la regolarità dell’alimentazione e della sovralimentazione è molto più importante di una prova su strada troppo breve.
Panoramica del Mercato e Consigli d’Acquisto
Il mercato italiano ha un significato particolare per Maserati. Qui si trovano automobili consegnate nuove nel Paese, talvolta conservate con targhe provinciali e libretti originali, ma anche vetture reimportate o restaurate in epoche differenti. Un’origine italiana è desiderabile solo quando è verificabile: controllare numero di telaio, numero motore quando pertinente, visura o cronologia PRA, libretto, fatture, eventuale certificato Maserati Classiche e corrispondenza fra targhe, documenti e targhette. Una targa storica non certifica da sola originalità, né l’assenza di sinistri o corrosione.
Le aggiudicazioni recenti aiutano a distinguere le fasce, senza trasformarsi nel prezzo di ogni annuncio. A Bonhams Paris un Mistral è stato venduto nel 2024 per 82.800 euro; RM Sotheby’s Paris ha realizzato 77.625 euro per un altro Mistral. Sono riferimenti europei concreti per coupé ben presentate, non una quotazione fissa per tutte le cilindrate e tutti gli stati. All’estremo superiore, RM Sotheby’s ha venduto nel 2024 una Ghibli SS 4.9 Spyder per 775.000 dollari USA, risultato coerente con la rarità della carrozzeria aperta, della versione e della documentazione. Nel 2026 RM Sotheby’s ha registrato 156.800 dollari USA per una Bora, prova utile del divario che può esistere fra una supercar anni Settanta corretta e un esemplare eccezionale o una Ghibli Spyder di vertice.
Per orientare il budget italiano, una Biturbo utilizzabile o una derivata V6 successiva può aprire l’accesso al marchio approssimativamente nell’area 15.000–35.000 euro, ma i lavori arretrati possono ribaltare subito il conto. 3200 GT, Coupé/Spyder, Quattroporte V e GranTurismo in ordine si collocano spesso, secondo chilometraggio, cambio e storico service, fra 20.000 e 65.000 euro. I sei cilindri classici e i coupé V8 validi richiedono in genere somme maggiori; spider originali e restauri di livello alto arrivano stabilmente a sei cifre. Il prezzo richiesto è solo la prima voce: aggiungere passaggio di proprietà, trasporto, assicurazione, pneumatici, primo tagliando e una riserva realistica per la diagnosi iniziale.
Per un acquisto in Italia è essenziale verificare prima l’uso previsto. La revisione deve essere valida e coerente con la targa e con le eventuali modifiche; una vettura storica non è dispensata dal mantenimento in efficienza. L’iscrizione ASI, il Certificato di Rilevanza Storica o altri documenti di club possono essere importanti per assicurazione e pratiche locali, ma non sostituiscono un controllo tecnico né rendono automaticamente accettabile ogni modifica. Consultare in anticipo un club federato, un’agenzia pratiche esperta e la Motorizzazione competente evita sorprese su pneumatici, impianto luci, emissioni o annotazioni sul libretto.
Chi acquista per esportare deve essere ancora più metodico. Chiedere originali di carta di circolazione, certificato di proprietà o Documento Unico, atto di vendita, prova della radiazione per esportazione quando richiesta, targhe e ricevute; chiarire se il veicolo venga consegnato radiato, con targa prova o trasportato. Per un acquirente fuori Italia, requisiti d’immatricolazione, IVA, dazi, certificato di conformità e controlli tecnici cambiano secondo il Paese di destinazione. Non è prudente concludere confidando in promesse verbali del venditore: prima del saldo, un professionista locale deve confermare quali documenti saranno accettati e se la vettura potrà circolare legalmente una volta arrivata.
Carrozzeria prima della vernice: sul ponte controllare longheroni, sottoporta, punti di sollevamento, fondi, passaruota, cornici parabrezza, vano batteria, attacchi sospensione e cavità chiuse. Sulle carrozzerie in acciaio di Ghibli e delle granturismo più anziane, un sottoscocca molto fresco senza fotografie del lavoro non è una prova. Sulla Merak sono delicati gli attacchi anteriori saldati nel fondo del vano bagagli e le aree vicino ai serbatoi laterali. Giunti irregolari, moquette nuova che copre lamiere incerte o pannelli privi di documentazione devono cambiare prezzo o decisione.
Meccanica e dossier: valutare avviamento a freddo, pressione olio, compressione, temperatura acqua, fumo, perdite e comportamento dopo una prova sufficientemente lunga. I V8 a carburatori richiedono Weber della specifica corretta e sincronizzazione accurata. Sulla Biturbo controllare intervalli della cinghia distribuzione, cambi olio, turbine, manicotti, pressione di sovralimentazione, raffreddamento ed elettrico. Per Bora e Merak iniziali l’idraulica Citroën non va né ignorata né demonizzata: deve funzionare con pressione stabile, senza perdite, e deve essere stata seguita da chi possiede gli strumenti giusti. Sui V8 moderni contano batteria, climatizzazione, ammortizzatori Skyhook, dischi freno e, per il DuoSelect, la lettura diagnostica dell’usura frizione.
Ricambi di manutenzione, guarnizioni e parti freno o sospensione sono spesso reperibili in Italia e in Europa. Costosi e talvolta lenti da trovare sono invece vetri, plance, modanature, interni corretti e lamierati. Un’auto completa, anche con patina coerente, può dunque essere più sicura di un restauro vistoso ma incompleto. Prima dell’offerta, incaricare un conoscitore indipendente del marchio e calcolare la disponibilità del proprio specialista vale più di una perizia generica.
Maserati su strade italiane e passi alpini
Guidare una Maserati non significa inseguire il tempo sul cronometro. La 3500 GT accompagna con il suo sei cilindri setoso e una posizione di guida naturalmente turistica: richiede traiettorie pulite e cambiate senza fretta, in cambio rende piacevole una tappa da Modena verso il Garda o una lunga giornata fino alla Riviera. La Mistral è più compatta e ha una presenza meno solenne, ma conserva la capacità di macinare chilometri con eleganza.
La Ghibli, invece, non nasconde nulla. Il cofano esteso davanti agli occhi, la coppia del V8 e il suono di aspirazione danno alla guida una teatralità precisa. L’assale posteriore rigido e l’età del progetto consigliano rispetto su asfalto sconnesso, ma su una statale scorrevole la sua stabilità è memorabile. Bora e Merak sono più basse, più raccolte, con visibilità posteriore limitata e motore vicino alle spalle: la Bora ha autorità da V8, la Merak invita a cercare giri e precisione.
L’Italia offre alla Maserati un paesaggio naturale. Non soltanto i rettilinei dell’Autostrada del Sole, ma i percorsi di salita delle Alpi, i passi fra Lombardia, Trentino e Piemonte e le strade appenniniche verso la Toscana. Nella cultura dei raduni e dei rally di regolarità, un’auto con freni ben regolati, raffreddamento affidabile e bagagliaio utilizzabile conta più di una preparazione estrema. Le Gran Turismo Maserati sono nate per questo: partire presto da una città d’arte, superare un passo con misura, fermarsi in un borgo e rientrare senza che il viaggio sia un sacrificio meccanico.
La Biturbo offre un’esperienza diversa, quasi urbana e scattante, quando i due turbocompressori entrano in azione. Una GranTurismo con V8 aspirato porta invece un timbro vocale pieno e una larghezza moderna, con maggiore semplicità sulle lunghe distanze. Per molti appassionati italiani è il ponte più diretto fra classico e uso regolare: raduni, vacanze e valichi alpini, pur mantenendo il carattere emotivo del Tridente.
Carrozzerie italiane, forme riconoscibili
La storia Maserati è anche una lezione di carrozzeria italiana. Touring diede alla 3500 GT una presenza fine e quasi discreta, con la costruzione Superleggera. Pietro Frua firmò la Mistral, la cui ampia apertura posteriore del coupé univa praticità e una linea pulita. Ghia e Giorgetto Giugiaro crearono per la Ghibli una figura inconfondibile: cofano lungo, padiglione basso, fari a scomparsa e coda netta. È un disegno che non ha bisogno di spiegare la potenza.
Con la Bora, Giugiaro trasformò il tema del cuneo in una superficie tesa con tetto in acciaio inox scuro; Marcello Gandini portò la Khamsin ancora oltre, con il celebre posteriore vetrato. La Biturbo fu volutamente più formale e compatta, figlia di un mercato differente. La 3200 GT di Giugiaro segnò il cambio di millennio con i fanali posteriori a boomerang, mentre la GranTurismo di Pininfarina tornò alla proporzione classica di cofano lungo e abitacolo arretrato.
Originalità non vuol dire mantenere pezzi usurati o rinunciare a interventi di sicurezza. Vuol dire che carrozzeria, motore, trasmissione, colori e dotazione essenziale corrispondono alla storia dell’auto, oppure che le modifiche sono dichiarate e documentate. Sulle Maserati un tempo economiche, soprattutto degli anni Ottanta, non sono rari motori sostituiti, interni improvvisati o aggiornamenti poco reversibili. Possono essere compatibili con un uso piacevole, ma devono essere evidenti e riflessi nel valore.
Dalle corse alla comunità dei collezionisti
La 250F di Fangio, le vittorie della 8CTF a Indianapolis e le Birdcage spiegano perché il Tridente abbia una credibilità tecnica rara. Il V8 della Ghibli richiama l’esperienza del 450S; la 3500 GT trasferì conoscenze da corsa in un coupé confortevole. Più tardi la MC12 vinse sei campionati FIA GT fra 2005 e 2010. Questa discendenza valorizza l’auto giusta, ma non rende autentico un esemplare solo perché porta un badge prestigioso.
La scena italiana vive il marchio nei club, nei concorsi, nelle manifestazioni di regolarità e nei viaggi che collegano pianura, laghi e montagne. Un certificato Maserati Classiche, un estratto di registro, numeri compatibili e una cartella fatture ordinata pesano più di un racconto non verificabile su un proprietario famoso. Anche nelle auto destinate a rally di regolarità, la preparazione deve rispettare regolamenti, sicurezza e reversibilità: una Maserati mantenuta correttamente e guidata con continuità è spesso preferibile a una ferma da decenni.
Scegliere una Maserati con criterio
Comprare Maserati d’epoca significa prima definire il proprio Tridente: sei cilindri raffinato in 3500 GT o Mistral, viaggio V8 in Ghibli, audacia tecnica di Bora e Merak, spinta turbo della Biturbo o comfort sonoro della GranTurismo. Sono tutte espressioni valide della stessa casa modenese, purché uso desiderato, storia e qualità dell’esemplare coincidano.
La priorità resta una carrozzeria sana, numeri e documenti convincenti, manutenzione dimostrata e controllo da parte di uno specialista. Per una vettura italiana o da esportare, verificare revisione, pratiche PRA, ASI quando rilevante e documenti di trasferimento prima del pagamento. Poi scegliere il miglior stato ottenibile nel budget complessivo, non il prezzo d’ingresso più basso. Su Classic Trader puoi trovare Maserati d’epoca e valutare le offerte con la cura che una grande granturismo di Modena merita.














