Kawasaki 750 H2 Mach IV moto d’epoca acquistare
La Kawasaki 750 H2 Mach IV, prodotta tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, rappresenta una delle più audaci espressioni della scuola motociclistica giapponese. Equipaggiata con un tre cilindri a due tempi dalla risposta esplosiva, ha segnato la svolta verso le maxi-moto moderne, distinguendosi per prestazioni e carattere senza compromessi.
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1972 | Kawasaki 750 H2 Mach IV
Kawasaki 750 H2
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1972 | Kawasaki 750 H2 Mach IV
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1972 | Kawasaki 750 H2 Mach IV
KAWASAKI H2 750 MACH IV
1971 | Kawasaki 750 H2 Mach IV
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1972 | Kawasaki 750 H2 Mach IV
1972 Kawasaki H2 Mach IV 748cc
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1972 | Kawasaki 750 H2 Mach IV
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Kawasaki 750 H2 Mach IV Moto classiche: Prezzi e valori di mercato
Il valore di mercato delle moto Kawasaki 750 H2 Mach IV è determinato principalmente dalle condizioni tecniche, dall’originalità e dal chilometraggio, nonché dalla rarità, dalla storia e dalla documentazione. Un veicolo ben mantenuto, in gran parte originale, con chilometraggio basso e verificabile e una storia completa comprensiva di perizie e documentazione, ottiene generalmente prezzi nettamente superiori rispetto a un veicolo comparabile con manutenzione rimandata, numerose modifiche o provenienza poco chiara.
Kawasaki 750 H2 Mach IV: Prezzi di mercato e sviluppo del valore
Nel periodo 2021–2025, i dati di vendita del marketplace Classic Trader per la Kawasaki 750 H2 Mach IV (soprattutto esemplari 1971–1972, 74 CV) mostrano un mercato complessivamente stabile, con oscillazioni legate più a condizioni, originalità e qualità del restauro che a un vero cambio di ciclo. Dopo valori intorno a 17.500–18.000 € nel 2021, nel 2022 si osserva un picco a 22.000 €, mentre nel 2024–2025 le transazioni rientrano su livelli coerenti, con una fascia ricorrente tra circa 18.000 e 21.000 €. Considerando l’intero campione ed evitando di pesare eccessivamente i singoli estremi (da 15.000 € fino a 23.000 €), un range realistico oggi per una H2 Mach IV corretta e ben presentata è circa 17.500–21.500 €, con scostamenti in base a matching numbers, storicità e componenti originali. La tenuta dei prezzi riflette la forte desiderabilità del tre cilindri due tempi e la crescente attenzione dei collezionisti verso le “superbike” giapponesi anni ’70, soprattutto in Europa.
Storia e introduzione della Kawasaki 750 H2 Mach IV
La Kawasaki 750 H2 Mach IV nasce in una stagione di radicale trasformazione del mondo motociclistico, all’alba degli anni Settanta, quando il mercato assisteva alla corsa al primato tecnico dei costruttori giapponesi. In un contesto segnato da spinta tecnologica e da una concorrenza spietata, la Mach IV emerge per la sua cilindrata generosa e il suo motore plurifrazionato a due tempi. Questo modello fu uno dei simboli del tentativo di Kawasaki di oltrepassare le performance offerte da Honda, Suzuki e dai tradizionali costruttori europei e americani, ponendosi fra le moto più spinte dell’epoca prima della crisi petrolifera.
Evoluzione della serie e successione dei modelli
La 750 H2 Mach IV prosegue la tradizione inaugurata dalla precedente 500 H1 Mach III, adottando un’impostazione tecnica ancora più spinta: tre cilindri in linea a due tempi e cilindrata aumentata per garantire doti di accelerazione superiori. Dopo la H2, la filosofia di Kawasaki si è evoluta nella produzione di modelli con motorizzazioni a quattro tempi, adattandosi alla mutata normativa sull’inquinamento e alle nuove esigenze di mercato.
Caratteristiche salienti della 750 H2 Mach IV
Ciò che rende unica la Kawasaki 750 H2 Mach IV è la combinazione tra un telaio di impostazione classica, un peso contenuto e un propulsore da 748 cm³ capace di una risposta brutale già ai medi regimi. La coppia e l’erogazione improvvisa del motore due tempi la resero una moto per motociclisti esperti, sulla quale il controllo era interamente a carico del pilota. La 750 H2 Mach IV si distingue anche per la sua marcata rumorosità, la scintillante verniciatura e lo stile tipico Kawasaki dell’epoca.
Dati tecnici
Edizioni speciali e versioni da collezione
Non risultano essere state prodotte varianti speciali ufficiali della 750 H2 Mach IV al momento delle fonti disponibili, sebbene sia frequente imbattersi in esemplari personalizzati secondo il gusto dell’epoca, soprattutto per quanto riguarda la livrea e scarichi after-market.
Punti deboli e criticità
La manutenzione della 750 H2 Mach IV richiede attenzione particolare alla lubrificazione del motore due tempi, ai sistemi di frizione e trasmissione che possono logorarsi rapidamente sull’uso aggressivo tipico dell’epoca. Anche il telaio e i freni presentano limiti strutturali se confrontati agli standard attuali e necessitano di controlli accurati, soprattutto su esemplari con molti anni di servizio o utilizzi intensi.
Motore, prestazioni e comportamento dinamico
La Kawasaki 750 H2 Mach IV dispone di una potenza superiore ai 70 CV, con una spinta particolarmente rabbiosa a metà regime, che si traduce in accelerazioni mosse e repentini cambi di aderenza. Il telaio, pur essendo proporzionato per l’epoca, richiede esperienza nella guida sportiva: le sospensioni e la frenata vanno gestite con consapevolezza. La risposta del cambio a 5 marce è rapida, ma il salto tra i rapporti può essere marcato. Tra le moto più rilevanti della famiglia Kawasaki dell’epoca, la 750 H2 Mach IV si distingue per prestazioni, mentre la sorella minore, la 500 H1 Mach III, resta celebre per aver introdotto la configurazione a tre cilindri.
Design, linee ed elementi distintivi
Lo stile della Kawasaki 750 H2 Mach IV riflette le tendenze funzionaliste degli anni Settanta: serbatoio sagomato, cromature abbondanti, comandi semplici e strumentazione a doppio quadrante. Le colorazioni più ricercate sono il viola e il blu metallizzato, mentre il logo Kawasaki campeggia in bella vista. Gli scarichi a espansione tripla e la sella lunga e piatta sottolineano l’indole sportiva e aggressiva della moto. All’epoca era possibile accessoriare la moto con specchietti cromati, parabrezza bassi e portapacchi posteriori, molto apprezzati dai motociclisti dallo spirito sportivo.
Altri dettagli e curiosità
Alcuni esemplari della Mach IV furono impiegati come base per preparazioni drag racing negli anni Settanta, sfruttando la potenza esplosiva del tre cilindri a due tempi. La produzione cessò con l’inasprirsi delle normative ambientali sui due tempi, rendendo questi modelli rari e spesso cercati da collezionisti e appassionati di restauri filologici.
In sintesi
La Kawasaki 750 H2 Mach IV rimane una delle interpretazioni più estreme del concetto di maxi-moto a due tempi, apprezzata per la sua potenza dirompente, lo stile audace e una forte personalità tecnica. Oggi rappresenta una testimonianza autentica della corsa tecnologica degli anni Settanta e del ruolo pionieristico dei costruttori giapponesi nel settore delle alte prestazioni su due ruote.
