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Comprare moto Yamaha
Dal 1955 Yamaha produce moto che fondono prestazioni da gara e versatilità quotidiana. Dalla mitica XT 500 alla rivoluzionaria YZF-R1, le tre forcelle simboleggiano l'eccellenza ingegneristica giapponese con un legame indissolubile con la passione italiana per le corse.
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1973 | Yamaha LB 50 Chappy
Villach Collection – Auto d'Epoca / Veicolo da Collezione da Stock Museale

1982 | Yamaha YZ 125
YZ 125 !!!

1985 | Yamaha TT 600
Yamaha TT 600

1980 | Yamaha XT 500
Yamaha XT 500

1990 | Yamaha FZR 1000
ISCRITTA ASI CON C.R.S. – SUPERPREZZO – SUPERCONDIZIONI

1998 | Yamaha YZF 1000 R1
Yamaha YAMAHA YZF-R1

1990 | Yamaha RD 350 LC
Yamaha 350 RD

1986 | Yamaha FZ 750
Yamaha FZ 750

1986 | Yamaha FZ 750
Yamaha FZ 750

1974 | Yamaha TR 3
Yamaha TR3 350 SEGONI SPECIAL GP

1975 | Yamaha 175 GP Special
Yamaha 175 GP "TELAIO CECOTTINO"

1989 | Yamaha XTZ 750 Super Ténéré
Yamaha SUPER TENERE' 750

1982 | Yamaha XS 650
XS 650 Starrahmen/Heck

1998 | Yamaha YZF 1000 R1
Yamaha YZF R1

1993 | Yamaha XTZ 750 Super Ténéré
Yamaha XTZ 750 SUPER TENERE'
Storia ed Eredità
La Yamaha Motor Co., Ltd. nasce ufficialmente il 1° luglio 1955 a Hamamatsu, inizialmente come spin-off della Nippon Gakki, storica produttrice di pianoforti e organi. Sotto la guida del carismatico Genichi Kawakami, l'azienda decide di sfidare il mercato motociclistico dominato allora dai marchi europei. La prima creatura, la YA-1, una 125 cc a due tempi soprannominata "Akatombo" (Libellula Rossa), dimostra subito il suo valore vincendo gare prestigiose sul territorio nazionale. In un'Italia che nel dopoguerra viveva l'esplosione della Vespa e della Lambretta, l'arrivo dei marchi giapponesi avrebbe cambiato per sempre il panorama motociclistico globale.
Negli anni Sessanta e Settanta, Yamaha si distingue per la sua maestria nei motori a due tempi, una scelta tecnica che la porta a scontrarsi con i colossi italiani nelle competizioni mondiali. Il legame tra Yamaha e l'Italia si cementa già nel 1975, quando il leggendario Giacomo Agostini conquista il titolo mondiale della classe 500 su una Yamaha, diventando il primo pilota a vincere nella categoria regina con un motore a due tempi. Questo successo segna l'inizio di una rivalità sportiva e tecnica con i marchi nazionali come Ducati e Moto Guzzi che appassiona generazioni di motociclisti italiani.
Il 1976 è l'anno della svolta con la presentazione della XT 500. Questa monocilindrica a quattro tempi ridefinisce il concetto di enduro, diventando un'icona di libertà e avventura anche sulle strade italiane, dai passi alpini alle spiagge sarde. Poco dopo, la XS 650 offre una risposta affidabile e moderna ai bicilindrici britannici, mentre la serie RD (Racing Developed) porta le prestazioni delle GP direttamente su strada, creando un vero culto tra i giovani centauri degli anni Ottanta.
La consacrazione definitiva nel cuore degli italiani avviene però nell'era moderna della MotoGP. Il binomio tra Yamaha e Valentino Rossi è entrato nella storia dello sport. Con i titoli mondiali vinti nel 2004, 2005, 2008 e 2009, il "Dottore" ha trasformato il blu Yamaha in un colore nazionale, rendendo modelli come la YZF-R1 oggetti del desiderio assoluto. Oggi, possedere una Yamaha d'epoca in Italia non significa solo collezionare un pezzo di ingegneria nipponica, ma celebrare un'epoca d'oro del motociclismo vissuta tra i circuiti del Mugello e di Misano.
Highlights e Caratteristiche
Il successo di Yamaha nel mercato dei collezionisti si basa su una straordinaria capacità di innovare in settori diversi. Che si tratti di fuoristrada, velocità pura o custom, la casa di Iwata ha saputo creare modelli che sono diventati riferimenti assoluti.
La XT 500 (1976–1989) rimane la regina indiscussa del mercato d'epoca. Il suo motore monocilindrico da 499 cc, raffreddato ad aria, è un capolavoro di semplicità e robustezza. In Italia, la XT 500 ha rappresentato il sogno di generazioni che volevano una moto capace di andare ovunque, dal deserto alla città, senza mai tradire. La sua linea essenziale, con il serbatoio in alluminio lucidato nelle versioni più recenti, è oggi considerata un vertice del design funzionale.
La RD 350 LC (Liquid Cooled), conosciuta dagli appassionati come "Elsie", ha rappresentato negli anni Ottanta la porta d'accesso alle prestazioni pure. Il suo bicilindrico a due tempi con raffreddamento a liquido offriva un rapporto peso-potenza che metteva in imbarazzo moto di cilindrata ben superiore. In Italia, dove la cultura della velocità è radicata, la RD 350 è diventata la moto dei "ragazzi terribili", protagonista di sfide leggendarie sui passi appenninici.
Un altro modello che ha scosso il mercato è la V-Max 1200 (1985–2007). Questa "muscle bike" è stata concepita per bruciare i semafori con la sua accelerazione brutale garantita dal sistema V-Boost. Nonostante un telaio non sempre all'altezza del suo motore V4, la V-Max ha conquistato un pubblico di nicchia in Italia, amanti dell'esagerazione e della potenza pura, diventando oggi un classico molto ricercato.
Infine, la XS 650 ha dimostrato che Yamaha poteva eccellere anche nel settore dei grandi bicilindrici a quattro tempi. Ispirata ai modelli Triumph ma costruita con tolleranze giapponesi, la XS 650 è diventata negli anni una delle basi preferite dai customizer italiani per la creazione di cafe racer e bobber, grazie alla sua meccanica pulita e al suono caratteristico del suo twin parallelo.
Dati Tecnici
Di seguito riportiamo i dati tecnici dei modelli Yamaha più iconici nel mercato del collezionismo.
Panoramica del Mercato e Consigli d'Acquisto
Il mercato italiano delle Yamaha classiche è estremamente vivace, influenzato dalla grande passione per il marchio e dalla presenza di numerosi club di appassionati. I prezzi riflettono questa domanda, con una forte distinzione tra esemplari conservati e quelli restaurati professionalmente.
Yamaha XT 500: L'Investimento Sicuro
La XT 500 è probabilmente la Yamaha d'epoca più richiesta in Italia. Un esemplare in buone condizioni di marcia si attesta solitamente tra i 5.500 € e gli 8.500 €. Tuttavia, per le versioni con serbatoio in alluminio perfettamente conservate, i prezzi possono superare facilmente i 10.000 €. Recentemente, aste internazionali hanno visto esemplari "nuovi in cassa" raggiungere cifre incredibili oltre gli 80.000 €, ma per il collezionista medio italiano, il budget reale per un pezzo da esposizione si aggira intorno ai 12.000 €.
Consigli tecnici: Al momento dell'acquisto, prestate attenzione al numero di telaio e motore per verificarne la corrispondenza. Il problema principale è spesso l'avviamento a pedale: verificate che la compressione sia corretta e che non ci siano rumori metallici sospetti dalla distribuzione. Il serbatoio originale è propenso alla ruggine interna se non trattato, e le parti in gomma dei carburatori Mikuni tendono a seccarsi con il tempo.
Yamaha RD 350 LC e YPVS: Il Sogno a Due Tempi
Le "piccole pesti" degli anni Ottanta stanno vivendo una seconda giovinezza. In Italia, una RD 350 LC in ottime condizioni può costare dai 6.000 € ai 9.500 €. Le versioni successive con sistema YPVS (Yamaha Power Valve System) sono leggermente più accessibili ma altrettanto ricercate per la loro guidabilità. Esemplari iscritti ai registri storici FMI o ASI mantengono un valore superiore.
Punti deboli: I motori a due tempi richiedono una manutenzione scrupolosa. Verificate lo stato dei cilindri e dei pistoni; una prova di compressione è obbligatoria. Attenzione anche alle perdite dal circuito di raffreddamento e allo stato delle espansioni originali: trovarne di ricambio originali e non ammaccate è diventato molto difficile e costoso.
Yamaha V-Max 1200: Potenza a Buon Prezzo
Attualmente la V-Max rappresenta uno dei migliori rapporti prestazioni-prezzo sul mercato dell'usato d'epoca. In Italia si trovano ottimi esemplari tra i 5.000 € e i 7.000 €. Le versioni d'importazione americana (Full Power da 145 CV) sono le più ambite rispetto a quelle europee talvolta depotenziate.
Cosa controllare: La V-Max è una moto pesante e la ciclistica soffre se la manutenzione è stata trascurata. Controllate lo stato delle forcelle, dei freni (spesso sottodimensionati per la potenza) e della trasmissione a cardano. I quattro carburatori Mikuni richiedono una sincronizzazione perfetta per rendere al meglio; se la moto "singhiozza" ai bassi regimi, mettete in conto una revisione completa del sistema di alimentazione.
Yamaha XS 650: La Base per i Customizer
La XS 650 è molto amata sia dai puristi dell'originalità sia da chi vuole creare una moto unica. Per un esemplare originale e ben conservato, la richiesta in Italia oscilla tra i 5.000 € e i 7.500 €. Le versioni "Special" in stile soft-chopper sono solitamente più economiche, intorno ai 3.500 € - 5.000 €.
Suggerimenti: Controllate l'impianto elettrico, punto debole storico dei primi modelli. Verificate anche eventuali perdite d'olio dai carter e lo stato della catena di distribuzione, che può diventare rumorosa dopo i 40.000 km.
Consigli Generali per il Mercato Italiano
In Italia è fondamentale che la moto sia in regola con la documentazione per la circolazione stradale. Verificate sempre se la moto è iscritta al Registro Storico FMI o all'ASI, poiché questo non solo ne certifica l'originalità ma garantisce importanti agevolazioni sul bollo e sull'assicurazione. Diffidate di esemplari con modifiche irreversibili al telaio o alla ciclistica se il vostro obiettivo è il collezionismo puro.
Comportamento su Strada e Prestazioni
Guidare una Yamaha d'epoca è un'esperienza che varia enormemente a seconda del modello scelto, ma tutte condividono una certa "personalità meccanica" che le distingue dai concorrenti dell'epoca.
La XT 500 offre una guida fisica e sincera. Una volta padroneggiata la tecnica di accensione a pedale (fondamentale trovare il punto morto superiore con l'aiuto dell'alzavalvole), il monocilindrico risponde con un battito profondo e regolare. La coppia è generosa fin dai bassi regimi, rendendo la guida fluida e divertente nelle strade tortuose. La seduta alta e il manubrio largo offrono un controllo totale, anche se il freno a tamburo anteriore richiede una certa pianificazione nelle staccate più decise. È la moto perfetta per chi vuole godersi i paesaggi italiani senza fretta.
La RD 350 LC è l'esatto opposto. Sotto i 6.000 giri il motore è pigro, quasi civile. Ma appena la lancetta del contagiri entra nella zona rossa, si scatena l'inferno. L'entrata in coppia è brusca e accompagnata dal fumo blu e dal sibilo acuto tipico dei due tempi. La moto è leggerissima e cambia direzione con il solo pensiero. È un'esperienza nervosa, adrenalinica, che richiede concentrazione ma che ripaga con emozioni che le moto moderne, con la loro elettronica filtrante, faticano a replicare.
La V-Max 1200 è invece la regina dei rettilinei. L'accelerazione è accompagnata dal sibilo del sistema V-Boost che si apre oltre i 6.000 giri, regalando una spinta che sembra non finire mai. In curva la massa di oltre 260 kg si fa sentire, e il telaio tende a flettere se sollecitato eccessivamente. Non è una moto per i passi alpini più stretti, ma su strade a scorrimento veloce offre una stabilità e una presenza stradale senza pari.
Infine, la FZR 1000 EXUP rappresenta l'apice della tecnologia sportiva dei primi anni Novanta. Grazie alla valvola EXUP allo scarico, il motore è pieno a ogni regime, eliminando i vuoti tipici dei quattro cilindri spinti dell'epoca. Il telaio Deltabox in alluminio offre una precisione di guida che ancora oggi sorprende, rendendola una moto estremamente efficace e veloce, ma allo stesso tempo più confortevole rispetto alle supersportive estreme nate successivamente.
Design e Accessori
Il design Yamaha è sempre stato un mix di estetica giapponese e influenze occidentali, mediato spesso dallo studio GK Design.
Il logo delle tre forcelle è un richiamo alle origini musicali dell'azienda, ma simboleggia anche i tre pilastri della filosofia Yamaha: tecnologia, produzione e vendita. Nelle moto d'epoca, questo logo è spesso orgogliosamente esposto sui serbatoi, diventando un marchio di qualità riconosciuto.
La XT 500 ha dettato i canoni del design enduro: serbatoio stretto, sella piatta che prosegue verso il parafango posteriore e lo scarico alto. È un design che non invecchia, tanto che Yamaha stessa lo ha ripreso per modelli moderni come la XSR 700 XTribute.
Le colorazioni Yamaha hanno fatto epoca. Come non citare il bianco e rosso con i mitici "Speedblock" neri, resi famosi da piloti come Kenny Roberts, o il blu profondo che ha caratterizzato l'era di Valentino Rossi. Questi schemi cromatici non sono solo vernice, ma pezzi di storia delle corse che aumentano il valore collezionistico di ogni esemplare.
In termini di accessori, il mercato italiano offre molte possibilità. Per le XT e le XS, gli accessori dell'epoca come i portapacchi cromati o i fari supplementari sono molto ricercati. Per i modelli sportivi, trovare uno scarico dell'epoca (come un Termignoni o un Arrow, marchi molto legati al mercato italiano) può aggiungere valore e carattere alla moto, purché si conservino i componenti originali per eventuali iscrizioni ai registri storici.
Altro
Yamaha e l'Italia: Un Rapporto Speciale
Il legame tra Yamaha e l'Italia va oltre il semplice mercato. La sede di Yamaha Motor Europe è situata proprio in provincia di Monza, a dimostrazione dell'importanza strategica del nostro paese. Inoltre, per molti anni, alcuni modelli Yamaha destinati al mercato europeo sono stati prodotti o assemblati negli stabilimenti della Belgarda in Italia. Moto come la Yamaha SZR 660 o le prime serie della TT 600 R portano nel loro DNA un tocco di creatività e componentistica italiana (freni Brembo, forcelle Paioli), rendendole pezzi molto particolari per il collezionista locale.
Club e Comunità
In Italia esistono club storici per quasi ogni modello Yamaha. Dal "Club XT 500" all'attiva comunità della RD 350, partecipare a raduni e forum è il modo migliore per trovare pezzi di ricambio rari e consigli tecnici preziosi. La solidarietà tra i proprietari di Yamaha d'epoca è proverbiale, rendendo l'esperienza di possedere una di queste moto anche un fatto sociale.
Sintesi
Comprare una moto Yamaha d'epoca in Italia è una scelta che unisce cuore e ragione. Da un lato c'è l'affidabilità leggendaria dei motori giapponesi, che permette di utilizzare la moto con relativa tranquillità anche nei weekend fuori porta. Dall'altro c'è il fascino di un marchio che ha scritto pagine indelebili del motociclismo mondiale e che ha un legame profondo con la nostra cultura motoristica.
Che siate attratti dal fascino intramontabile della XT 500, dalle urla dei motori a due tempi della serie RD o dalla potenza iconoclasta della V-Max, Yamaha offre un ventaglio di opzioni per ogni tipo di collezionista. Con una ricerca attenta, focalizzata sull'originalità e sulla regolarità dei documenti storici italiani (FMI/ASI), potrete mettervi in garage non solo un pezzo di ferro e alluminio, ma un concentrato di emozioni che, proprio come il suono di un pianoforte Yamaha, continuerà a risuonare nel tempo.













