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Comprare un Solex VéloSolex

Più di un semplice ciclomotore, il VéloSolex è un'icona della mobilità europea del dopoguerra. Nato nel 1946, questo "velocipede che corre da solo" ha motorizzato generazioni di studenti e operai con una semplicità meccanica senza pari, rappresentando un'alternativa affascinante alla Vespa italiana.

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Immagine 1/27 di Solex Vélosolex Model 3800 (1967)

1967 | Solex Vélosolex Model 3800

-

700 €3 settimane fa
🇮🇹
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Immagine 1/27 di Solex Vélosolex Ami (1967)

1967 | Solex Vélosolex Ami

-

700 €mese scorso
🇮🇹
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Immagine 1/17 di Solex Vélosolex Model 3800 (1966)

1966 | Solex Vélosolex Model 3800

Ridotto all'essenziale e proprio per questo particolarmente

Vendita all'asta2 mesi fa
🇦🇹
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Immagine 1/20 di Solex Vélosolex Model 5000 (1971)

1971 | Solex Vélosolex Model 5000

Classico della mobilità francese con caratteristica trazione anteriore

Vendita all'asta2 mesi fa
🇦🇹
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Immagine 1/27 di Solex Vélosolex Ami (1967)

1967 | Solex Vélosolex Ami

-

850 €4 mesi fa
🇮🇹
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Immagine 1/18 di Solex Vélosolex Ami (1962)

1962 | Solex Vélosolex Ami

1962 Velo Solex S 2200 V1 49cc

Prezzo su richiesta4 mesi fa
🇬🇧
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1968 | Solex Vélosolex Model 3800

1968 Velo Solex S 3800 49cc

Prezzo su richiesta5 mesi fa
🇬🇧
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Immagine 1/15 di Solex Vélosolex Model 3800 (1966)

1966 | Solex Vélosolex Model 3800

1966 Solex 3800S '66

500 €2 anni fa
🇧🇪
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Immagine 1/18 di Solex Vélosolex Model 3800 (1970)

1970 | Solex Vélosolex Model 3800

Velosolex 

1500 €3 anni fa
🇩🇪
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Immagine 1/17 di Solex Vélosolex Model 3800 (1974)

1974 | Solex Vélosolex Model 3800

Velosolex 

1000 €3 anni fa
🇩🇪
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Immagine 1/14 di Solex Vélosolex Model 3800 (1975)

1975 | Solex Vélosolex Model 3800

Velosolex 

700 €3 anni fa
🇩🇪
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Le solex

1986 | Solex Vélosolex Model 3800

900 €5 anni fa
🇫🇷
Privato

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Storia e Eredità

L'avventura Solex inizia ben prima dell'apparizione del celebre ciclomotore. Nel 1905, Maurice Goudard e Marcel Mennesson, due ingegneri francesi, fondano la società Solex per fabbricare radiatori centrifughi e carburatori. Il nome "Solex", scelto per la sua sonorità internazionale e la brevità, diventa rapidamente sinonimo di precisione tecnica. Durante l'epoca tra le due guerre, Solex equipaggia i più grandi marchi automobilistici francesi come Citroën, Peugeot e Renault. La reputazione di affidabilità dei carburatori Solex attraversa le frontiere, equipaggiando persino marchi prestigiosi come Rolls-Royce e Mercedes-Benz.

L'idea del VéloSolex germina durante la Seconda Guerra mondiale. Di fronte alle penuria di carburante e al caos dei trasporti sotto l'Occupazione, Mennesson immagina un veicolo ultra-leggero, economico e facile da produrre. Il primo prototipo vede la luce nel 1941: un motore di 38 cm³ montato su un telaio di bicicletta. Il colore nero, che diventerà indissolubile dal marchio, è già presente. La produzione in serie inizia nell'aprile 1946 con il VéloSolex 45.

Il concetto è rivoluzionario per la sua semplicità: un motore due-tempi posato sulla ruota anteriore, azionato da un rullo di attrito. Niente catena, niente cambio di velocità, niente frizione (sui primi modelli). Il successo è immediato. In una Francia in ricostruzione, il Solex diventa il simbolo della libertà ritrovata. Non è considerato una moto, ma una bicicletta assistita, accessibile a tutti senza patente.

Nel corso dei decenni, il Solex evolve mantenendo il suo DNA. Nel 1953, il modello 330 porta la cilindrata a 49 cm³. Seguono i modelli 660, 1010, 1400 e 1700, quest'ultimo introducendo la frizione automatica nel 1959, un progresso importante per la guida in città. Nel 1966, il lancio del S 3800 segna l'apogeo del marchio. Più potente (0,8 cv), più robusto, diventa il modello più prodotto e più emblematico, con più di 7 milioni di esemplari usciti dalle fabbriche di Courbevoie.

Il Solex non è solo un mezzo di trasporto; è un fenomeno sociale. Negli anni Sessanta e Settanta, è il compagno inseparabile degli studenti universitari, degli operai che si recano in fabbrica e dei sacerdoti di campagna. Incarna una certa idea della Francia: modesta, ingegnosa e leggermente poetica. Il cinema se ne impadronisce, in particolare Jacques Tati che ne fa un accessorio centrale del suo universo burlesco in Mon Oncle e Le Vacanze del Signor Hulot. Il Solex vi è descritto come una macchina un po' capricciosa ma profondamente umana, in opposizione alla modernità fredda e tecnologica.

Nonostante l'apparizione di modelli più moderni come il Solex 5000 con ruote più piccole e colori vivaci (arancione, blu, giallo), la concorrenza dei ciclomotori Peugeot e Motobécane, più performanti, finisce per pesare. La produzione francese si arresta ufficialmente nel 1988. Il marchio passa successivamente tra varie mani (Ungheria, Cina) prima di rinascere in forma elettrica negli anni 2010. Ma per i collezionisti, solo i modelli a rullo "puro" contano veramente.

Modelli emblematici e evoluzioni

Il VéloSolex 45 (1946-1953) è il pioniere. Con le sue ruote da 650 e il motore da 45 cm³, pone le basi della leggenda. È riconoscibile per l'assenza di frizione: per fermarsi, bisogna spegnere il motore o sollevare il blocco motore usando la leva.

Il Solex 1700 (1959-1961) introduce la frizione automatica composta da due masselotte. È una rivoluzione per l'uso urbano, poiché consente di restare fermi con il motore acceso senza dover pedalare per ripartire.

Il Solex S 3800 (1966-1988) è il "classico dei classici". Beneficia di un telaio in lamiera stampata più rigido e di un motore ottimizzato. È il modello più facile da trovare oggi e quello per il quale i ricambi sono più abbondanti.

Il Solex 5000 (1971-1978) tenta di ringiovanire l'immagine del marchio. Con le sue ruote da 16 pollici (invece di 19), il serbatoio in plastica e i colori "pop", mira a una clientela più giovane e femminile. Rimane oggi molto ricercato per il suo look stravagante.

Il Solex Ami è una versione compatta e leggera, progettata per essere ancora più accessibile. Con il suo design minimalista e il peso ridotto, rappresenta l'essenza della filosofia Solex: mobilità semplice e affidabile.

Il Solex 3300 rappresenta un'evoluzione intermedia tra i modelli classici e le versioni più moderne, mantenendo l'autenticità meccanica che i collezionisti apprezzano.

Punti Forti e Caratteristiche

Ciò che definisce il VéloSolex è soprattutto il suo sistema di trasmissione a rullo. A differenza di quasi tutti gli altri due-ruote motorizzati, il motore non trasmette la sua potenza alla ruota posteriore tramite una catena o una cinghia. È sospeso sopra la ruota anteriore e un rullo in corindone (il rullo di attrito) viene a sfregare direttamente sul pneumatico. Questo sistema presenta vantaggi indiscutibili: una meccanica semplificata all'estremo, un peso piuma (circa 30 kg) e una manutenzione che qualsiasi appassionato di meccanica può effettuare con una chiave da 9 e una da 14.

Il motore è un monocilindrico due-tempi da 49 cm³ (per i modelli post-1953) raffreddato ad aria. La sua concezione è un modello di economia: il serbatoio da 1,4 litri (poi 3 litri sul 3800) è integrato nel blocco motore, e la pompa a benzina a membrana utilizza le variazioni di pressione del carter per convogliare il carburante. Il consumo è ridicolo, oscillando tra 1 e 1,5 litri ogni 100 km, il che gli ha valso il soprannome di "bicicletta che corre per un soldo".

La pompa a benzina: un capolavoro di semplicità

Uno degli elementi più ingegnosi del Solex è la sua pompa a benzina. A differenza delle moto classiche dove il serbatoio è posizionato in alto per alimentare il carburatore per gravità, il serbatoio del Solex è situato sul lato del motore. La pompa, azionata dalle pulsazioni d'aria nel carter motore, invia la benzina verso il carburatore. L'eccesso di benzina ritorna al serbatoio tramite un tubo di ritorno trasparente, permettendo al conducente di verificare visivamente che la benzina circola correttamente. È semplice, efficace e quasi indistruttibile.

L'ergonomia del Solex è quella di una bicicletta da città. La posizione di guida è dritta, il manubrio alto e la sella sospesa. Per avviare, basta pedalare per lanciare il motore, poi abbassare la leva che preme il rullo sul pneumatico. Il silenzio non è la sua qualità principale — il caratteristico "pof-pof" del motore due-tempi è indissolubile dall'esperienza — ma le vibrazioni sono limitate rispetto a una moto classica.

Un altro punto forte è la sua portabilità. Con i suoi 30 kg, un Solex può essere montato in un appartamento, trasportato nel bagagliaio di un'auto o riposto in un angolo di garage senza ingombro. È il veicolo urbano per eccellenza, capace di infilarsi ovunque con un'agilità sconcertante.

Infine, il Solex è un oggetto di design minimalista. La sua livrea nera tradizionale con i suoi filetti dorati (sui modelli classici) gli conferisce un'eleganza senza tempo. Ogni pezzo è funzionale: il paraurti protegge il motore, la cassetta degli attrezzi è integrata sotto il portapacchi, e il faro è solidale al blocco motore. È questa estetica della necessità che lo rende oggi un oggetto di collezione molto ricercato.

Dati Tecnici

Nota sui carburanti: Il Solex funziona con miscela (benzina + olio 2 tempi). All'epoca, la "Solexina", una miscela pronta all'uso venduta in bidoni gialli nelle stazioni di servizio, era la norma. Oggi, una miscela al 2% di olio sintetico o al 3% di olio minerale è consigliata. L'uso di un additivo sostitutivo del piombo non è necessario per questi motori due-tempi.

Panoramica del Mercato e Consigli d'Acquisto

Il mercato del Solex in Italia è in crescita, con una comunità di appassionati sempre più attiva. A differenza della Vespa, che domina la cultura dello scooter italiano, il Solex rappresenta un'alternativa affascinante per chi cerca qualcosa di più autentico e meccanicamente semplice. Mentre la Vespa incarna il lusso e lo stile italiano, il Solex rappresenta l'ingegno francese e l'accessibilità democratica.

Prezzi di mercato (2024-2025)

  • Da restaurare / Fuori dal garage: Tra 150 € e 400 €. A questo prezzo, aspettati un motore bloccato, ruggine superficiale e pneumatici da cambiare. È la base ideale per gli appassionati di meccanica che desiderano imparare le basi del restauro.
  • Originale, funzionante: Tra 500 € e 900 €. Il Solex è completo, si avvia e funziona, ma necessita di una revisione estetica e meccanica per essere affidabile quotidianamente. È spesso il miglior compromesso per un uso regolare.
  • Restaurato / Ottimo stato originale: Tra 1.000 € e 1.800 €. Il motore è stato rifatto (segmenti, guarnizioni, cuscinetti), la vernice è pulita e i consumabili sono nuovi. È il prezzo della tranquillità per chi vuole guidare subito.
  • Modelli rari (Solex 45, 5000 colorato, Ami speciale): Da 2.000 € a oltre 3.500 € per esemplari eccezionali o modelli molto ricercati come il Micron (versione in miniatura senza pedali).

In Italia, i prezzi tendono a essere leggermente superiori rispetto alla Francia, riflettendo la minore disponibilità e la crescente domanda da parte dei collezionisti. I modelli 3800 rimangono i più accessibili, mentre i 5000 con colori originali e gli Ami in buone condizioni comandano premi significativi.

Punti di attenzione durante l'acquisto

Il motore: È il cuore del Solex. Verifica la compressione girando il volano magnetico a mano. Se è troppo facile, i segmenti sono stanchi. Un motore bloccato non è necessariamente una catastrofe (spesso solo il rullo incollato dall'olio vecchio), ma giustifica una riduzione di prezzo. La pompa a benzina è spesso il punto debole: se la benzina non arriva al carburatore, la membrana è probabilmente secca o forata.

Il rullo: Ispeziona lo stato del rullo di attrito. Se è liscio, spaccato o se mancano pezzi di corindone, dovrà essere sostituito (circa 40-60 € il pezzo). Un rullo usurato patinerà sul pneumatico, soprattutto con tempo umido. Verifica anche che non ci sia gioco eccessivo nel cuscinetto del rullo.

Il telaio: La ruggine è il nemico numero uno. Verifica l'interno del serbatoio (spesso corroso se il Solex è rimasto a lungo senza benzina) e la base del telaio. Un telaio piegato o incrinato è inaccettabile. I parafanghi sono spesso ammaccati, il che è un buon indicatore della storia della macchina.

I pneumatici: I pneumatici di Solex hanno dimensioni specifiche (in particolare il 1.75 x 19 per il 3800). Se sono screpolati, prevedi la loro sostituzione immediata per la tua sicurezza. Un pneumatico anteriore usurato dal rullo può scoppiare improvvisamente.

I documenti: Da alcuni anni, la registrazione è obbligatoria per tutti i ciclomotori in Italia, anche quelli storici. Acquistare un Solex con il suo certificato di proprietà è un grande vantaggio. Se assente, dovrai fare le pratiche presso il PRA con un'attestazione di assicurazione o un certificato della FFVE (Federazione Francese dei Veicoli d'Epoca). Attenzione ai numeri di motore e telaio che devono corrispondere all'epoca del modello.

Manutenzione e Restauro

Uno dei grandi piaceri di possedere un Solex è la facilità con cui puoi mantenerlo da solo. La meccanica è accessibile, logica e non richiede attrezzi specializzati costosi.

Manutenzione regolare

L'assistenza ordinaria si riduce a pochi gesti semplici:

  • Pulizia dello spillo: Se il motore brontola o si soffoca, è spesso dovuto a un'impurità nello spillo. Si svita in pochi secondi e si pulisce soffiandoci dentro.
  • Decarbonizzazione: Ogni 2000-3000 km, è consigliato decarbonizzare il silenziatore e la luce di scarico del cilindro per mantenere tutta la potenza del motore.
  • Regolazione dell'accensione: I contatti platinati devono essere regolati con precisione (apertura di 0,4 mm) per assicurare un avviamento facile e un minimo stabile.
  • Pressione dei pneumatici: Un pneumatico anteriore sotto-gonfiato aumenta l'usura del rullo e diminuisce le prestazioni. Una pressione di 2 bar anteriore e 2,5 bar posteriore è consigliata.

Restauro completo

Per un restauro "concorso", devi contare tra 500 € e 1.200 € di pezzi e materiali (vernice, cromature, pneumatici, guarnizioni). Fortunatamente, la disponibilità di ricambi è eccellente. Siti specializzati come Solex-Story, Chebco e VSX France offrono quasi tutti i pezzi in rifabbricazione di qualità: segmenti, pistoni, guarnizioni, pompe a benzina e persino telai completi.

La vernice nera tradizionale può essere rifatta a epossidica per una durabilità massima, o a vernice carrozzeria classica per un aspetto più autentico. I filetti dorati, se rifatti a mano, richiedono un certo tocco ma trasformano radicalmente l'aspetto della macchina.

Esperienza di Guida

Guidare un Solex è un'esperienza sensoriale unica che richiede un certo tempo di adattamento. Tutto inizia con il rituale dell'avviamento. Ti siedi sulla sella, cominci a pedalare come su una bicicletta classica per prendere un po' di slancio, poi abbassi la leva del motore verso il basso. Il rullo entra in contatto con il pneumatico, il motore tossisce, si agita, e improvvisamente senti una leggera spinta. Non pedali più: "solexeggi".

La velocità è modesta — circa 30-35 km/h in crociera — ma sembra molto più alta a causa della vicinanza del motore e dell'assenza di sospensioni. Ogni irregolarità della strada è trasmessa direttamente al conducente, il che fa parte del fascino (e del disagio) del mezzo. Il rumore è onnipresente: il fischio del rullo sul pneumatico si mescola al scoppiettio del piccolo due-tempi. È una sinfonia meccanica che ti isola dal resto del mondo.

La frenata, assicurata da pattini sul cerchione anteriore e spesso un piccolo tamburo posteriore, è... simbolica. Devi anticipare, soprattutto sotto la pioggia dove il rullo tende a pattinare e i freni perdono efficacia. La guida sotto la pioggia richiede una certa destrezza: a volte devi aiutare il rullo a aderire premendo leggermente sul blocco motore.

Il Solex non ama le salite. Non appena la strada sale, il piccolo motore fatica e devi "aiutare" la macchina pedalando. È questa interazione costante tra l'uomo e la macchina che rende la guida così affascinante. Non subisci il viaggio, lo vivi. Il rumore del motore, l'odore caratteristico della miscela due-tempi e il vento in faccia procurano una sensazione di libertà che non troverai su nessun veicolo moderno.

In città, il Solex è nel suo elemento. La sua snellezza gli permette di infilarsi dove gli scooter massicci rimangono bloccati. È lo strumento ideale per piccoli acquisti, passeggiate domenicali o semplicemente per il piacere di guidare "a naso al vento". Riscopri il tuo ambiente a una velocità che ti permette di osservare i dettagli che di solito ignori.

Design e Filosofia

Il design del VéloSolex è un capolavoro della scuola funzionalista: "la forma segue la funzione". Niente è superfluo. Il telaio in lamiera stampata del 3800, con le sue linee angolari, è sia leggero che rigido. Il motore, posizionato a sbalzo sulla ruota anteriore, conferisce al Solex la sua silhouette asimmetrica così riconoscibile.

Il colore nero, quasi esclusivo per decenni, non era una scelta estetica all'inizio, ma una misura di economia e semplicità di produzione. È diventato, nel tempo, la firma del marchio, sottolineato dai filetti dorati dipinti a mano sui parafanghi e sul serbatoio. Questa sobrietà contrasta con i cromature scintillanti delle moto americane o i colori vivaci degli scooter italiani dell'epoca.

La filosofia del Solex è quella della democratizzazione della mobilità. Maurice Goudard diceva: "Non vendiamo una macchina, vendiamo chilometri a buon mercato". Questo approccio pragmatico ha sedotto tutti gli strati della società. Il Solex non cerca di impressionare con la sua potenza o il suo lusso, ma con la sua fedeltà. È un oggetto umile, quasi domestico, che chiede solo un po' di attenzione per funzionare per decenni.

Oggi, il Solex è diventato un oggetto "vintage" molto ricercato dai cittadini in cerca di autenticità. Rappresenta un'alternativa poetica alla standardizzazione dei trasporti moderni. Possedere un Solex significa rivendicare un certo stile di vita, fatto di lentezza scelta e di piacere meccanico semplice. È anche un atto di resistenza contro l'obsolescenza programmata: un Solex del 1960 può ancora circolare quotidianamente con una manutenzione minima.

Cultura e Società

Il VéloSolex occupa un posto particolare nella cultura europea, anche se meno dominante in Italia rispetto alla Vespa. Mentre la Vespa rappresenta il glamour e lo stile italiano, il Solex incarna l'ingegno francese e l'accessibilità universale.

Il Solex al cinema: Oltre a Jacques Tati, il Solex appare in innumerevoli film francesi degli anni 50-70. È spesso usato per caratterizzare un personaggio modesto, uno studente o un originale. In Le Vacanze del Signor Hulot (1953), il Solex è un elemento centrale della commedia. Più recentemente, rimane un accessorio indispensabile per ricreare l'atmosfera della Francia di un tempo. La sua presenza sullo schermo scatena immediatamente un'ondata di nostalgia nello spettatore.

Le competizioni: Per quanto sorprendente possa sembrare, esiste una vera cultura della gara di Solex. Prove di resistenza, come le celebri "24 Ore di Nouziers", vedono scontrarsi macchine pesantemente preparate capaci di raggiungere più di 100 km/h! Queste competizioni testimoniano la passione e l'ingegno dei "solexisti" che trasformano una bicicletta tranquilla in una bestia da corsa.

I club: L'Italia conta un numero crescente di club di appassionati che organizzano gite, scambi di pezzi e raduni. Questi club sono una miniera d'oro per trovare ricambi originali o consigli tecnici. Lo spirito Solex è soprattutto convivialità e mutuo aiuto. Non incontri mai un altro solexista senza fargli un cenno o fermarti per discutere di meccanica.

Vespa vs Solex: Mentre la Vespa rimane l'icona indiscussa dello scooter italiano, il Solex rappresenta un'alternativa affascinante per chi apprezza la semplicità meccanica e l'autenticità. La Vespa è lusso e stile; il Solex è ingegno e praticità. Entrambi sono oggi oggetti di collezione molto ricercati, ma il Solex attrae una comunità più piccola ma appassionata di puristi meccanici.

Conclusione

Il VéloSolex non è solo un ricordo nostalgico; è un veicolo che ha ancora tutto il suo posto nel panorama attuale. La sua semplicità, la sua economia e il suo capitale di simpatia lo rendono una scelta saggia per chi vuole iniziarsi al mondo del veicolo di collezione senza rovinarsi né passare i fine settimana con le mani nel grasso.

Che tu scelga un S 3800 per la sua robustezza leggendaria, un 5000 per il suo look pop, un Ami per la sua compattezza o un 3300 per il suo equilibrio tra autenticità e praticità, non stai acquistando solo un ciclomotore. Stai diventando il custode di un pezzo di storia europea, un testimone di un'epoca in cui la mobilità rimava con semplicità e libertà.

Il Solex è la prova che una buona idea non muore mai. Finché ci saranno strade e appassionati per far cantare il piccolo rullo sul pneumatico, la "bicicletta che corre da sola" continuerà a far girare le teste e a seminare sorrisi al suo passaggio. È un invito al viaggio lento, alla scoperta e al puro piacere della meccanica.