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Comprare Rickman moto
Una Rickman non si compra per seguire la folla: si sceglie quando conta più il telaio della sigla sul serbatoio e più la storia tecnica della produzione di massa. Su Classic Trader Rickman resta una nicchia rara, ma proprio per questo ogni annuncio merita una lettura molto attenta.
Risultati della ricerca

1973 | Rickman Honda CB 750 Four
*** SEHR SELTEN *** Komplett Restauration über Fr. 25'000.- *** Perfekter Zustand *** Eintausch & Finanzierung möglich ***
Riferimenti all'annuncio "Rickman" di Classic Trader
Di seguito troverai annunci relativi alla tua ricerca che non sono più disponibili su Classic Trader. Utilizza queste informazioni per ottenere una panoramica sulla disponibilità, le tendenze di valore e i prezzi attuali di una "Rickman" e fare una scelta d'acquisto più informata.

1985 | Rickman Metisse Mk III
1985 Rickman Metisse MRD. Two owners from new, first owner Doug Desborough

1975 | Rickman Honda CR 750 Four

1973 | Rickman Metisse Mk III

1971 | Rickman G 50 Metisse

1980 | Rickman Kawasaki CR 1000

1977 | Rickman Honda CR
CR 750 - JAPAUTO 1000 VX

1967 | Rickman Metisse 250
c1967 Rickman Metisse "Petite" Starmaker 250cc

1979 | Rickman Kawasaki CR
Z1 Z900

1966 | Rickman G 50 Metisse

1974 | Rickman Honda CB 750 Four
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Storia e identità del marchio
Nel mercato delle moto classiche, Rickman occupa uno spazio tutto suo. Non è un costruttore da grandi numeri e non è neppure un marchio che si giudica solo dalla cilindrata o dalla potenza. Il cuore del nome Rickman è il telaio. Derek e Don Rickman, fortissimi nel motocross britannico degli anni Cinquanta, iniziarono a costruire da soli ciò che sul mercato non trovavano: una ciclistica più precisa, più leggera e più moderna di quella offerta dalle case inglesi di serie. Da qui nacque nel 1959 la prima Métisse, nome che dichiarava apertamente la filosofia della casa: mescolare il meglio disponibile, motore compreso.
La fama vera arrivò con la Métisse Mk III, corsa dal 1962, costruita attorno ai celebri tubi Reynolds 531 e resa immediatamente riconoscibile dalla finitura nichelata, dall’olio nel telaio e da una qualità costruttiva che per l’epoca sembrava quasi artigianato da competizione. La genealogia Rickman non è lineare come quella di una Honda CB o di una Triumph Bonneville: esistono telai per scrambles, per uso stradale, per gare su strada, kit completi, rolling chassis e moto finite. È proprio questo a renderla affascinante per il collezionista e complicata per il compratore inesperto.
Negli anni Sessanta i fratelli Rickman trasformarono il successo off-road in reputazione internazionale. Il marchio corse e vinse nel motocross, poi passò alle gare su asfalto con le Matchless G50 Metisse e con le prime stradali. Nel 1966 arrivò la Street Metisse, spesso con motore Triumph Bonneville, e Rickman divenne uno dei nomi più raffinati dell’universo café racer britannico. La combinazione di telaio special, freni Lockheed e componenti scelti senza compromessi rese la moto molto più di un semplice kit: era un’alternativa tecnica alle moto di serie.
Negli anni Settanta Rickman seppe leggere il mercato meglio di molti concorrenti inglesi. Invece di resistere all’avanzata giapponese, la sfruttò. Nacquero così le Rickman Honda CR750 e le Rickman Kawasaki CR900 / CR-Z1, cioè il meglio di due mondi: affidabilità e spinta dei quattro cilindri giapponesi, unite a un telaio specialistico inglese più leggero, rigido e spettacolare alla vista. Questa fase spiega bene perché oggi la marca interessi sia gli amanti delle special britanniche sia i collezionisti di superbike giapponesi d’epoca.
La storia non finì con la chiusura della produzione originale. Il patrimonio di stampi, dime e ricambi è sopravvissuto grazie a custodi come Metisse Motorcycles e Rickman Motorcycles, che ancora oggi mantengono viva la disponibilità di parti, telai e componenti selezionati. Per chi cerca una Rickman in Italia questo conta molto: non si entra in un vicolo cieco, ma in un ecosistema piccolo, competente e internazionale.
Modelli chiave e motivi d’interesse
Se si vuole comprare una Rickman, conviene sapere subito che non tutte le Rickman parlano allo stesso pubblico. Alcune sono moto da collezione con anima off-road, altre sono café racer inglesi purissimi, altre ancora sono ibridi Anglo-Giapponesi che oggi stanno diventando sempre più ricercati. In una pagina marca come questa, i modelli che contano davvero sono cinque.
La prima famiglia è la Métisse Mk III / Mk IV. È il nucleo identitario del marchio: telai da cross e scrambles per motori Triumph, BSA, Matchless, AJS, Norton e altri monocilindrici o bicilindrici inglesi. Chi compra una Mk III o Mk IV compra la Rickman più vicina all’origine sportiva del marchio. Valore e desiderabilità dipendono da numero telaio, correttezza del motore montato, componenti d’epoca e qualità del restauro.
La seconda è la Street Metisse con motore Triumph 650. È la Rickman più elegante per uso stradale: snella, filante, bassa, con serbatoio e codone Avon in vetroresina e un’impostazione da special di altissimo livello. Per molti appassionati italiani è la Rickman da scegliere se si desidera una moto da collezione da usare davvero su strade secondarie, senza entrare nel mondo specialistico del motocross storico.
La terza è la Matchless G50 Metisse, più rara e più corsaiola. Qui il valore sale non solo per la qualità del telaio, ma per la vicinanza al mondo delle gare su strada degli anni Sessanta. Chi la cerca entra in una fascia dove la provenienza conta quasi quanto la meccanica. Non è una Rickman da comprare solo “perché bella”: va verificata come una moto da corsa storica.
La quarta è la Rickman Honda CR750. Sul mercato 2024-2025 è una delle Rickman più facili da leggere perché unisce un motore noto, la base Honda CB750, a una configurazione molto riconoscibile: quattro cilindri SOHC, carenatura Avon, ruote Borrani da 18 pollici, freni AP Lockheed, ammortizzatori Koni o equivalenti, telaio nichelato. È anche il modello che oggi si incontra più spesso nelle inserzioni internazionali e nei dealer europei.
La quinta è la Rickman Kawasaki CR900 / CR-Z1. Per chi vuole la Rickman più aggressiva, questa è spesso la risposta. Il motore Z1 aggiunge spinta, reputazione e un pubblico trasversale: appassionati di special inglesi, fan Kawasaki e collezionisti di moto anni Settanta ad alte prestazioni. In Italia ha un potenziale interessante perché parla anche a chi normalmente guarda Laverda, Ducati bevel o MV Agusta quattro cilindri, ma cerca qualcosa di più raro.
Su tutte, gli elementi da cercare in un annuncio restano gli stessi: telaio Reynolds 531, finitura nichelata corretta, vetroresina Avon o comunque coerente, piastre motore giuste, ruote e forcelle period correct, documentazione chiara. Una Rickman confusa nei dettagli vale sensibilmente meno di una Rickman magari non perfetta, ma storicamente coerente.
Dati tecnici essenziali
Le Rickman non sono moto di produzione omogenea; però, per orientarsi negli annunci, è utile fissare alcuni riferimenti tecnici dei modelli più ricercati.
Dietro questi numeri c’è però il vero punto: su una Rickman la configurazione conta più del dato assoluto. Una CR750 con componenti corretti, foto del restauro, motore sano e telaio verificato vale più di un esemplare vistoso ma composto con parti tarde o senza storia. Lo stesso vale per una Metisse Triumph: un bel motore non salva una moto con numero telaio dubbio o nichelatura rifatta male.
Panoramica del Mercato e Consigli d'Acquisto
Per chi compra dall’Italia, il mercato Rickman nel 2025 è piccolo, internazionale e molto disperso. Su Classic Trader, al momento della ricerca per il percorso /it/moto/ricerca/rickman, risultano 1 inserzione Rickman. L’annuncio attivo è una Rickman Honda CB 750 Four del 1973 proposta in Svizzera a CHF 37.500, con 500 km indicati e restauro completo dichiarato. È un prezzo da dealer, non il valore medio assoluto del marchio, ma fotografa bene come il mercato europeo stia premiando le Rickman finite bene, presentabili e già pronte per uso stradale o collezione.
Se si allarga lo sguardo alle vendite pubbliche 2024-2025, l’immagine diventa più precisa. Una 1969 Rickman Metisse Project con motore Triumph T100SS è stata venduta da H&H nell’ottobre 2024 a £3.450: dato importante perché definisce il fondo del mercato per progetti incompleti o da rifinire. Una 1964 Rickman Matchless Metisse 500 è stata battuta da Spicers nell’ottobre 2024 a £4.900. All’estremo più solido della fascia media troviamo una Rickman Honda CR750 venduta su Bring a Trailer il 15 luglio 2025 a $11.100, mentre una Rickman Kawasaki CR900 è passata sempre su Bring a Trailer il 5 maggio 2025 a $8.500. In aggiunta, una 1964 Rickman Metisse MkIII con Matchless G80CS è stata conclusa da Iconic Motorbike Auctions nell’ottobre 2025 a $9.500. Questi numeri non dicono che “una Rickman vale X”, ma permettono di leggere meglio gli annunci europei: i dealer spesso chiedono molto di più perché offrono moto rifinite, targate e pronte.
Per il compratore italiano conviene ragionare per fasce:
- Progetti o basi incomplete: da circa £3.000 a £5.000, ma con rischio alto.
- Metisse britanniche utilizzabili, senza pedigree speciale: spesso tra £5.000 e £10.000.
- CR750 e CR900 in ordine: in area $8.500-$13.000 nelle aste USA, ma di norma più care in Europa se restaurate o già immatricolate.
- Esemplari top, da registro o con storia gara: il mercato è troppo sottile per una media credibile.
Il primo controllo da fare non è il motore, ma il telaio. Rickman vendette kit, rolling chassis e moto complete; nel tempo molte hanno cambiato motore, forcella, freni o serbatoio. Serve quindi verificare numero di telaio, datazione, tipo telaio e motore per cui era nato. Dove possibile, va consultato il Rickman Metisse Historic Register o un esperto di modello. Senza questo passaggio, pagare prezzo pieno è pericoloso.
Secondo punto: zona cannotto di sterzo, attacchi telaio e perno forcellone. Le Metisse da fuoristrada hanno spesso avuto una vita dura. Forum specialistici e restauratori segnalano controlli accurati su crepe, riprese di brasatura, deformazioni nascoste dalla nichelatura e saldature successive. Una nichelatura splendida può nascondere una riparazione fatta bene; può anche nasconderne una mediocre.
Terzo punto: olio nel telaio. Molte Rickman usano il telaio come serbatoio o passaggio dell’olio. Se la moto è rimasta ferma decenni, il rischio è la corrosione interna o la presenza di residui metallici. Chi compra dall’Italia una moto importata dal Regno Unito o dagli Stati Uniti dovrebbe pretendere foto del restauro, pulizia circuito e dettaglio dei raccordi. Questo aspetto è meno banale di quanto sembri, perché un problema qui compromette affidabilità e valore.
Quarto punto: vetroresina Avon e minuterie specifiche. Serbatoi, codoni, airbox, staffe carena e supporti sono parte del fascino Rickman ma anche della spesa. Una carena rifatta male o un serbatoio in vetroresina con vecchie riparazioni sbagliate fanno scendere l’interesse del collezionista serio. Lo stesso vale per cerchi Borrani, pinze Lockheed, forcelle Betor/Ceriani e piastre motore corrette.
Quinto punto: motore donatore. Su una Metisse Triumph o Matchless vanno controllati perdite, distribuzione, magnete/accensione, correttezza dei carter e compatibilità della configurazione. Su una Honda CR750 bisogna ascoltare catena di distribuzione, ricarica, carburazione e verificare l’integrazione del motore nel telaio Rickman. Su una Kawasaki CR900 servono attenzione a cambio, distribuzione, Mikuni, fissaggi e allineamento della trasmissione.
Per l’Italia esiste poi un livello in più di valutazione: burocrazia e costo di importazione. Una Rickman nasce spesso in UK, passa dagli USA, riappare in Svizzera o Germania e solo dopo arriva da noi. Se la moto arriva dal Regno Unito, l’ADM ricorda che dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è extra-UE: per merci di origine britannica i dazi possono non applicarsi, ma l’IVA all’importazione resta dovuta, insieme alle spese di sdoganamento; per merci non di origine UK i dazi possono invece riapparire. L’ACI segnala inoltre che, per veicoli provenienti da Paesi non UE, servono passaggi con Motorizzazione, iscrizione al PRA, documentazione di proprietà e traduzioni quando richieste. In pratica, un affare apparentemente economico in UK o Svizzera può diventare meno attraente una volta sommati trasporto, pratiche e immatricolazione.
Qui entra in gioco il contesto italiano più favorevole. Una Rickman con oltre 20 anni può essere iscritta al Registro Storico FMI; oltre ai vantaggi assicurativi, l’FMI ricorda che il CRS è fondamentale per alcune pratiche di reimmatricolazione o reiscrizione al PRA. Dal punto di vista dell’uso reale, per un collezionista italiano questo può incidere molto più che in altri mercati europei. In sintesi: in Italia conviene spesso pagare qualcosa in più per una Rickman già corretta documentalmente, piuttosto che inseguire il prezzo più basso all’estero.
Su strada e tra le curve
La ragione per cui Rickman continua a sedurre gli appassionati non si legge solo nella rarità, ma nella sensazione di guida. Anche oggi, salendo su una Rickman ben fatta, si capisce perché negli anni Sessanta e Settanta i fratelli Rickman fossero considerati avanti. Il telaio dà una sensazione di ordine meccanico che molte moto contemporanee di serie non avevano.
Le Metisse con motore britannico hanno una guida nervosa nel senso buono: moto stretta, leggera tra le gambe, pronta a cambiare linea, molto diretta di avantreno. Non c’è il comfort vellutato di una gran turismo, ma un dialogo continuo tra pilota, telaio e motore. Su asfalti secondari italiani, specialmente se la moto è una Street Metisse ben messa, la sensazione è quella di una café racer vera, non di una replica nostalgica.
Le G50 e le versioni più orientate alla pista portano questa sensazione al limite: ergonomia raccolta, motore presente, risposta secca, pochissime concessioni. Sono moto da capire e rispettare. Per questo in Italia hanno un pubblico ridotto ma molto competente.
Le CR750 e CR900 sono diverse: più distese, più potenti, più adatte a un uso stradale veloce o a una presenza importante nei raduni. Il bello è che il telaio Rickman toglie una parte della massa percepita dei motori giapponesi dell’epoca. Una CR750 ben assettata sembra meno “grossa” di una CB750 standard; una CR900 restituisce la spinta rude della Z1 ma con una ciclistica più tesa e specialistica. Chi compra una Rickman per usarla, e non solo per guardarla, dovrebbe scegliere anche in base a questo carattere.
Design, materiali e fascino collezionistico
Dal vivo una Rickman si riconosce prima ancora di leggere il nome sul serbatoio. Il segno dominante è il telaio nichelato: non un semplice dettaglio estetico, ma il centro visivo della moto. È un modo di costruire in cui la struttura diventa anche stile. Questo, sul mercato, ha un effetto diretto: se il telaio è corretto, pulito e proporzionato, la moto “parla” subito a chi la guarda.
L’altra grande firma è la vetroresina Avon. Serbatoi lunghi, codoni sottili, mezze carene tese, fianchi puliti: sulle Street Metisse e sulle CR anni Settanta il risultato è un equilibrio raro tra racing e artigianato. Non è il design muscolare di una superbike italiana, né il pragmatismo industriale giapponese. È un’eleganza da officina sportiva inglese, molto tecnica, quasi asciutta.
Per il collezionista questo conta perché Rickman non è una marca da comprare solo “per investimento”, ma anche per presenza scenica. In un garage dove convivono Norton, Ducati bevel, Laverda 750 SFC o MV Agusta, una Rickman non scompare. Anzi, spesso attrae chi si avvicina proprio perché non è immediata: bisogna leggerla, capire che motore monta, notare la qualità del telaio, riconoscere la coerenza delle parti.
Dal punto di vista del mercato italiano, questo valore estetico ha due conseguenze. Primo: una Rickman ben fotografata vende meglio di molte concorrenti più famose. Secondo: gli errori estetici pesano parecchio. Verniciature troppo moderne, adesivi sbagliati, vetroresina non corretta o accessori anacronistici fanno perdere credibilità subito.
Ricambi, rete specialistica e contesto italiano
Una delle paure più diffuse tra chi valuta una Rickman è la disponibilità di ricambi. La situazione reale è migliore di quanto sembri, ma va letta bene. Rickman Motorcycles propone ancora parti telaistiche, minuterie, forcelloni, supporti, filtri olio, componenti vetroresina e perfino kit o rolling chassis derivati dagli stampi originali. Metisse Motorcycles continua a custodire storia, know-how e fornitura di ricambi per alcuni filoni del marchio. Questo non significa disponibilità illimitata come per Honda CB750 o Triumph Bonneville; significa però che una Rickman non è orfana.
Il problema, semmai, è distinguere tra ricambio disponibile, ricambio corretto e ricambio economicamente sensato. Una staffa o un rear loop si trovano; un insieme completo di parti giuste, coerenti col periodo e con la specifica del telaio può richiedere tempo e denaro. Proprio per questo i listini dei ricambisti specialisti sono utili anche a chi compra: se il venditore dichiara restauro completo, il costo delle parti gli deve aver lasciato traccia in fatture, foto o dettagli coerenti.
Per l’acquirente italiano conta poi la filiera. Molte Rickman arrivano da UK, USA, Svizzera, Germania. Su un acquisto internazionale conviene chiedere sempre: documenti esteri originali, prova della proprietà, numeri motore e telaio, fotografie del restauro, eventuale iscrizione storica precedente, componenti sostituiti e parti originali incluse. Se il venditore non risponde con precisione, meglio rallentare.
Infine c’è la questione assicurativa e di circolazione. L’FMI evidenzia che l’iscrizione al Registro Storico dà accesso al CRS, a vantaggi assicurativi specifici e a facilitazioni utili per veicoli storici; dal 1° maggio 2025, le tariffe dedicate FMI-Marsh per moto storiche iscritte partono da €107 annui per una moto singola con almeno 30 anni nel Nord Italia, oppure da €73 per veicolo nelle formule pluriveicolo del Nord. Non è il motivo principale per comprare una Rickman, ma nel contesto italiano rende più facile tenere in collezione una moto rara senza costi sproporzionati.
Perché comprare una Rickman oggi
Comprare una Rickman oggi significa entrare in una nicchia del motociclismo classico dove contano più competenza e selezione che quantità di offerta. La storia del marchio è forte, i modelli chiave sono riconoscibili, i prezzi 2024-2025 mostrano un mercato vivo e ancora leggibile: da £3.450 per un progetto H&H fino ai $11.100 di una CR750 su Bring a Trailer, ai $9.500 di una Metisse Matchless su Iconic, fino ai CHF 37.500 richiesti dall’attuale annuncio Classic Trader per una Rickman Honda CB 750 Four restaurata.
Per un compratore in Italia la regola migliore è semplice: cercare prima il telaio giusto, poi la storia giusta, solo dopo il prezzo. Una Rickman ben documentata, con dettagli corretti e posizione amministrativa chiara, vale più di una moto apparentemente economica che richiede importazione complessa, CRS, verifica numeri e ricerca ricambi.
Se il tuo obiettivo è trovare una classica diversa dalle solite Norton, Triumph o Honda di serie, ma con una reputazione tecnica vera e una forte presenza collezionistica, Rickman resta una delle scelte più intelligenti del mercato specialistico. Su Classic Trader puoi partire dall’offerta disponibile oggi e confrontarla con ciò che hai imparato qui: coerenza del telaio, qualità del restauro, correttezza dei componenti, facilità d’immatricolazione in Italia e prezzo reale rispetto al mercato internazionale.
Trova ora la tua Rickman su Classic Trader.
