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De Tomaso Mangusta auto d’epoca comprare

La De Tomaso Mangusta, fenomeno di stile e meccanica anni ’60, unisce design italiano e motore americano. Solo una piccola frazione degli esemplari prodotti rimane oggi: la rarità si intreccia a una storia fatta di sportività, collaborazione con Ghia e la visione di Alejandro De Tomaso.

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1968 | De Tomaso Mangusta

Mangusta

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🇩🇪
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1969 | De Tomaso Mangusta

<p>PRESENTE PAD. 26 - FIERA BOLOGNA - 26-29 OTTOBRE</p>

440.000 €2 anni fa
🇮🇹
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1970 | De Tomaso Mangusta

1970 De Tomaso Mangusta By Ghia

Prezzo su richiesta3 anni fa
🇬🇧
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1968 | De Tomaso Mangusta

Fully original

Prezzo su richiesta4 anni fa
🇧🇪
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1969 | De Tomaso Mangusta

Excellent Condition - Most Desirable 289 Ci

220.000 €4 anni fa
🇬🇧
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1969 | De Tomaso Mangusta

Mangusta

348.000 €4 anni fa
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1970 | De Tomaso Mangusta

194.000 €4 anni fa
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1971 | De Tomaso Mangusta

Online Only: The European Sale featuring the Petitjean Collection

Prezzo su richiesta6 anni fa
🇬🇧
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1969 | De Tomaso Mangusta

328.000 €6 anni fa
🇩🇪
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1968 | De Tomaso Mangusta

295.000 €6 anni fa
🇩🇪
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1967 | De Tomaso Mangusta

Prezzo su richiesta10 anni fa
🇬🇧
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1969 | De Tomaso Mangusta

Mangusta

339.000 €10 anni fa
🇩🇪
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Storia della De Tomaso Mangusta

Fondata nel 1959 a Modena da Alejandro De Tomaso, la casa italiana nasce con l’obiettivo di primeggiare nel motorsport, iniziando la propria avventura con vetture di Formula 1. Negli anni Sessanta, De Tomaso decide di orientarsi anche verso auto sportive da strada, affidando l'estetica delle sue auto al talento di Ghia. Nel 1966 viene alla luce la Mangusta, coupé a motore centrale, che rappresenta una svolta grazie all’utilizzo del potente V8 Ford 4,7 litri. La produzione della Mangusta termina nel 1971, lasciando il testimone alla Pantera. Il nome Mangusta deriva dalla mangusta, l’animale noto per la sua audacia persino contro le cobra.

Evoluzione del modello Mangusta

La Mangusta prende il posto della più piccola Vallelunga, ponendosi come primo vero connubio tra meccanica americana e design italiano per De Tomaso. Il modello restò in produzione dal 1967 al 1971. Dopo la Mangusta, il ruolo di sportiva ammiraglia passò alla Pantera, ma la Mangusta resta il modello con cui il marchio si impose tra le granturismo più audaci dell’epoca.

Punti salienti della Mangusta

Il motore centrale posteriore da 305 CV, il telaio firmato da Ghia per mano di Giugiaro e le soluzioni di carrozzeria – come il cofano motore suddiviso in due aperture a farfalla – sono elementi che rendono la Mangusta unica. La produzione molto limitata ne aumenta l’esclusività. In fase produttiva, De Tomaso era anche presidente di Ghia, favorendo così un’inedita sinergia tra azienda e carrozziere.

Dati tecnici della De Tomaso Mangusta

Versioni speciali e collezionistiche

La produzione della Mangusta si aggira intorno agli 400 esemplari, dei quali meno di 250 risultano esistenti a oggi. Alcuni rari esemplari differiscono per specifici dettagli di carrozzeria destinati al mercato USA (fari anteriori retrattili invece che fissi) e allestimenti personalizzati.

Manutenzione e punti sensibili

La combinazione di componenti statunitensi e dettagli costruttivi italiani impone attenzione nella ricerca di ricambi originali per carrozzeria e meccanica. Le scocche a volte soffrono di corrosione, soprattutto nei punti di giunzione tra telaio e pannelli, e le regolazioni delle portiere ad ala necessita di precisione. Il sistema elettrico, artigianale, può richiedere interventi di aggiornamento per affidabilità.

Motore, trasmissione e comportamento su strada

La Mangusta offre una guida pura senza assistenze: il V8 Ford spinge con forza e la posizione centrale del motore garantisce equilibrio e una distribuzione dei pesi ideale per la sportività. Il cambio ZF a cinque marce, sebbene robusto, richiede una mano esperta per cambiate rapide. Le sospensioni indipendenti rendono la tenuta di strada appagante, ma il comfort resta piuttosto sportivo, in linea con la sua natura da granturismo. - Mangusta V8 4,7L (305 CV): peso ridotto, velocità superiore ai 250 km/h, tipico sound americano con risposta pronta e diretta.

Design, interni ed equipaggiamenti

Il design porta la firma di Giorgetto Giugiaro per Ghia: cofano posteriore a doppia apertura a farfalla, linea filante e tagliente. Gli interni sono votati allo stile 'cockpit', con sedili anatomici rivestiti in pelle, strumenti circolari e dettagli in alluminio satinato. Alcuni esemplari offrivano verniciature speciali, cerchi in lega Campagnolo e dettagli cromati. L'assoluta assenza di compromessi tra funzione e forma ne fa un oggetto di culto tra gli intenditori.

Curiosità e dettagli poco noti

Il nome 'Mangusta', scelto da Alejandro De Tomaso, è un velato riferimento alla rivalità con la Shelby Cobra americana. La storia narra che sarebbe dovuta nascere una collaborazione tra De Tomaso e Carroll Shelby, poi mai realizzata.

Sintesi sulla De Tomaso Mangusta

La De Tomaso Mangusta si distingue per la sua rarità, la combinazione tra meccanica statunitense e stile italiano, una linea unica e soluzioni tecniche coraggiose. Oggetto di desiderio per chi ricerca una sportiva diversa dalle solite, la Mangusta è rimasta nel tempo un simbolo di creatività e passione automobilistica italiana.