1990 | Mercedes-Benz 300 SE
1990 Mercedes-Benz 300 SE · blu surf · 154.000 km · Manuale · Senza riserva
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**Vendita all’asta Questo veicolo viene venduto come lotto 047 all’asta Collezione Sonderklasse di Humer Granner & Co. - Prezzo di partenza: 4.000 EUR - Senza riserva - Asta: 7-11-2026 14:00 - Visione: dal 5-11-2026 al 7-11-2026 - Luogo: Gewerbeparkstraße 17, 4101 Feldkirchen an der Donau - Opzioni di offerta: Di persona | Online live | Telefonica | Offerta scritta **
**Dati del veicolo - Numero di telaio: WDB1260241A576306 - Carburante: Benzina - Colore: 900 blu surf - Chilometraggio: 154000 km - Cambio: Manuale - Altre immagini e dettagli: **https://hg.auction/lots/1990-mercedes-benz-300-se/
Sulla serie W 126Bruno Sacco aveva rilevato nel 1975 da Friedrich Geiger il reparto Stilistica. Il suo mentore si era congedato con l’“Auto dell’anno” e alla fine degli anni Settanta era necessario sostituirla. In gioco c’era niente meno che l’ammiraglia del marchio, la Classe S. Se il predecessore aveva stabilito nuovi standard in materia di sicurezza, ora entrava in gioco l’economia. La crisi petrolifera aveva lasciato il segno, scuotendo profondamente la fiducia nella crescita illimitata e nelle risorse inesauribili. Occorreva quindi risparmiare peso, resistenza aerodinamica e, in ultima analisi, benzina. Persino nell’alta gamma automobilistica il buon senso non era più improvvisamente una parolaccia. Per l’aspetto esteriore Bruno Sacco rinunciò a qualsiasi effetto scenografico. Linee nette, ampie superfici vetrate e un’eleganza che voleva impressionare meno, apparendo invece del tutto naturale.
In seguito Sacco formulò il suo famoso credo, secondo il quale una nuova Mercedes non avrebbe mai dovuto far sembrare vecchio il modello precedente. Quasi nessuna serie incarnò la sua filosofia della «affinità verticale» in modo così compiuto come la W 126. Sotto la carrozzeria Mercedes proseguì con coerenza la strada intrapresa. La riduzione del peso era il comandamento del momento. Acciai altoresistenziali, alluminio e una costruzione ottimizzata fin nei dettagli consentirono di risparmiare circa 100 chilogrammi. Allo stesso tempo l’aerodinamica fu notevolmente migliorata. Con un coefficiente di resistenza aerodinamica di appena 0,36, la nuova Classe S apparteneva alle berline di lusso più aerodinamiche del suo tempo. L’ABS era ormai di serie o almeno disponibile per quasi tutte le varianti. Airbag del conducente e pretensionatori debuttarono qui nel corso della produzione, così come ASR, ASD e una moltitudine di dispositivi elettrici che solo molto più tardi sarebbero diventati comuni altrove. Anche nei motori si manifestava il nuovo corso.
I grandi motori V8 rimasero il punto di riferimento, ma in gamma erano presenti anche motori a sei cilindri più parsimoniosi. Dopo la prima serie si concluse l’era dei motori a carburatore. Iniezione della benzina, cut-off in rilascio e regime del minimo a regolazione elettronica erano ormai di moda. Con il restyling del 1985 arrivò infine una generazione completamente nuova di motori V8 in lega leggera. Da quel momento il 560 SEL rappresentò il vertice della serie. Cinque litri e mezzo di cilindrata, fino a 300 CV e prestazioni che solo pochi anni prima avrebbero fatto onore a una vera sportiva. Eppure la vera forza della Classe S rimase invariata.
Non l’accelerazione, bensì la sovranità era la sua specialità. Era difficile viaggiare con maggiore disinvoltura. La clientela accolse con entusiasmo la nuova Classe S. Statisti, imprenditori, industriali e diplomatici la apprezzarono tanto quanto i tassisti dalle esigenze elevate. Poche altre berline di alta gamma caratterizzarono il panorama stradale degli anni Ottanta in modo altrettanto marcato. Quasi 900.000 berline furono prodotte fino al 1991. Ciò rende la W 126 ancora oggi la generazione della Classe S più venduta e una delle berline di lusso di maggior successo di sempre. La W 126 non fu una rivoluzione. E non era necessario che lo fosse. Perfezionò ciò che Mercedes-Benz aveva sviluppato nel corso di decenni: sicurezza, qualità, comfort e maturità tecnica. Proprio per questo ancora oggi molti la considerano la Classe S per eccellenza – un’automobile che non aveva bisogno di attirare l’attenzione su nulla, perché sapeva semplicemente fare tutto un po’ meglio.
Questa descrizione è stata tradotta automaticamente. Lingua originale: tedesco.

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