La Dino Spider è il frutto di un sodalizio nato per esigenze sportive, tra Ferrari e Fiat. Ferrari infatti aveva bisogno di produrre velocemente almeno 500 motori V6 Dino (in ricordo del figlio di Enzo che lo aveva progettato) per omologarli nelle competizioni di Formula 2 e con la sola produzione Ferrari della Dino 206 non si sarebbe raggiunto in fretta questo numero. Così i medesimi motori vennero dati in uso a Fiat che li impiegò per la costruzione di due modelli di alta gamma, prima da Dino Spider – disegnata da Pininfarina – seguita poco dopo dalla Dino Coupé – disegnata da Bertone –.
Un motore nobile, il V6 progettato da Dino Ferrari nel 1956, che poi si evolvette in cilindrata 2400 e venne impiegato sulla Lancia Strato’s, trionfante nei rally per tutti gli anni ’70.
Rispetto alla Dino 206 GT prodotta a Maranello, sulle Fiat Dino il motore non era montato in posizione posteriore-centrale, ma all’anteriore, con trazione posteriore. Le forme presentavano notevoli somiglianze, provenendo dalla stessa matita dello stilista Aldo Brovarone il quale su entrambe le auto ha enfatizzò i passaruota anteriori gonfi, in contrapposizione con una coda tronca, piuttosto moderna; su entrambe le fiancate una nervatura a spigolo interrompeva il fianco rotondo.
La Fiat Dino Spider fu un buon successo dato che dopo i primi 500 esemplari ne vennero prodotti altri 600 con motore 2000, a cui ne seguirono circa 400 con motore 2400.
Era una Spider 2+1, come si usava all’epoca, con un V6 dal basamento in alluminio, 160 cavalli – che per un motore 2000 erano un grande risultato – trasmessi alle ruote posteriori tramite un ottimo cambio a 5 marce e quattro freni a disco dotati di servofreno. La carrozzeria era prodotta da Pininfarina che poi trasferiva le vetture verniciate e con l’interno montato alla Fiat che completava le vetture assemblando la meccanica.
L’esemplare che proponiamo è stato consegnato il 14 Dicembre 1967 a Udine, intestato ad una giovane prima proprietaria di soli 19 anni, Donatella Chiurlo, prima di passare al secondo proprietario di Padova nel 1981 ed infine arrivare a Bologna a inizio 1986 nel garage di un amico e grande collezionista di auto storiche il quale l’ha custodita 33 anni, prima di incaricarci della vendita all’attuale proprietario nel 2019.
Uscita di fabbrica in Bianco Duco, negli anni ’80 venne riverniciata in Rosso – moda dell’epoca – prima di essere riverniciata in Grigio Argento dal proprietario bolognese, abbinamento compatibile con l’interno nero. E’ importante sottolineare che le Dino Spider hanno il sottoscocca ed i vani interni tutti di colore nero, mentre solo l’esterno è verniciato del colore scelto, per cui un eventuale cambio colore risulta sempre molto semplice.
Oltre alla riverniciatura, negli anni è stata rifatta la capote con relativo copricapote mentre gli interni sono ottimamente conservati. Sono altresì stati verniciati i cerchi in occasione della recente sostituzione degli pneumatici. La carrozzeria non presenta segni di ossidazione o ruggine, grazie anche ad un uso limitato per la maggior parte della sua vita.
Meccanicamente è stata sempre eseguita la regolare manutenzione e la vettura infatti si presenta brillante, ben funzionante, facilmente utilizzabile per lunghe distanze senza problemi, come ha fatto l’attuale proprietario negli ultimi anni. Il contachilometri ora segna 103.000km (probabilmente 203.000, essendo un contatore a 5 cifre).
Importante accessorio a corredo è l’hard top originale Pininfarina che completa l’auto e la rende fruibile nei mesi invernali, oltre che molto affascinante con il motivo del “finto” rollbar in alluminio spazzolato.
Non sono previsti interventi particolari, l’auto è pronta per essere utilizzata e goduta in ogni stagione, grazie ad un bellissimo motore, divenuto mitico grazie ai suoi numerosi impieghi.
Vettura dotata di targa bianca con provincia Bologna, ma con la possibilità di reimmatricolarla con targa nera Udine o Padova. Omologazione ASI con targa oro, libretto uso e manutenzione e dotazione di bordo completa.
Visibile previo appuntamento a Bologna. Maggiori dettagli su www.gulfblue.it