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Dal 1898, Norton rappresenta l'eccellenza dell'ingegneria britannica e il successo nelle corse. Con 42 vittorie al Tourist Trophy, il marchio continua a affascinare i collezionisti italiani per il suo stile senza tempo e le prestazioni leggendarie.
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1960 | Norton Dominator 88
Villach Collection – Auto d'Epoca / Veicolo da Collezione da Stock Museale
7000 € - 9500 €
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1970 | Norton Commando 750
1970 Norton Commando 750 S '70
Riferimenti all'annuncio "Norton" di Classic Trader
Di seguito troverai annunci relativi alla tua ricerca che non sono più disponibili su Classic Trader. Utilizza queste informazioni per ottenere una panoramica sulla disponibilità, le tendenze di valore e i prezzi attuali di una "Norton" e fare una scelta d'acquisto più informata.
1972 | Norton Commando 750
1972 Norton 750 Commando 745cc
1949 | Norton 16 H
1949 Norton 16H 490cc
1962 | Norton ES 2 IV
1962 Norton ES2 490cc
1960 | Norton Dominator 99 II
1960 Norton Dominator 600 597cc
1958 | Norton Dominator 99
1958 Norton Dominator 99 596cc
1957 | Norton Model 19
1957 Norton Model 19S 596cc
1957 | Norton Model 50
1957 Norton Model 50 348cc
1990 | Norton F1
1990 Norton F1 Rotary 588cc
1966 | Norton Atlas 750
1966 Norton Triton 750cc
1960 | Norton Dominator 88
1960 Norton Domiracer 497cc
1957 | Norton Manx 40M
**Regretfully Withdrawn** 1957 Norton Manx Model 40 348cc - ex-Bob McIntyre
Storia e Eredità
La storia di Norton è un viaggio affascinante che attraversa oltre un secolo di innovazione meccanica e trionfi sportivi. Fondata nel 1898 a Birmingham da James Lansdowne Norton, affettuosamente noto come "Pa", l'azienda iniziò come fornitore di componenti per biciclette. Tuttavia, la passione di Norton per la motorizzazione lo portò presto a costruire la sua prima motocicletta nel 1902, la Energette, equipaggiata con un motore francese Clement.
Il vero punto di svolta arrivò nel 1907, quando Rem Fowler vinse la classe bicilindrica nella primissima edizione del Tourist Trophy (TT) sull'Isola di Man in sella a una Norton. Questo successo non fu solo una vittoria isolata, ma l'inizio di una dinastia nelle corse che avrebbe visto Norton accumulare ben 42 vittorie al TT tra il 1907 e il 1993, un record che ha cementato il marchio nell'olimpo del motociclismo mondiale.
Negli anni '20 e '30, Norton divenne sinonimo di velocità e affidabilità. Sotto la direzione tecnica di Walter Moore, nacque il motore a camme in testa (OHC) che avrebbe equipaggiato la celebre CS1. Successivamente, Arthur Carroll perfezionò questo design creando la leggendaria International, una moto che dominò i Gran Premi negli anni '30. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Norton diede un contributo fondamentale allo sforzo bellico producendo circa 100.000 esemplari della WD16H, una robusta monocilindrica a valvole laterali che divenne il cavallo di battaglia dell'esercito britannico.
Il dopoguerra segnò l'inizio dell'era d'oro per Norton, grazie all'introduzione del rivoluzionario telaio Featherbed (letto di piume) progettato da Rex McCandless nel 1950. Questo telaio trasformò la maneggevolezza delle moto, permettendo alla Norton Manx di dominare le corse internazionali. Tra il 1949 e il 1954, Norton conquistò otto titoli mondiali piloti e nove titoli costruttori nelle classi 350 e 500. Contemporaneamente, Bert Hopwood sviluppò il bicilindrico parallelo Dominator, che avrebbe costituito la base per tutti i futuri modelli a due cilindri del marchio.
Gli anni '60 videro la nascita della Norton Commando, presentata nel 1967. Progettata da un team guidato dal dottor Stefan Bauer, la Commando introdusse il sistema Isolastic, che utilizzava supporti in gomma per isolare il motore e il cambio dal telaio, eliminando le vibrazioni tipiche dei bicilindrici britannici. La Commando fu un successo immediato, venendo eletta "Machine of the Year" per cinque anni consecutivi (1968-1972) nel Regno Unito.
Nonostante i successi tecnici, Norton affrontò gravi difficoltà finanziarie che portarono a diverse fusioni e cambi di proprietà, inclusa la creazione di Norton-Villiers-Triumph (NVT). Negli anni '80, il marchio tentò un rilancio con motori rotativi (Wankel), ottenendo successi nelle corse e fornendo moto alla polizia, ma senza raggiungere la stabilità economica. Dopo decenni di incertezza, il marchio è stato acquisito nel 2020 dal colosso indiano TVS Motor Company. Recentemente, a EICMA 2025 a Milano, Norton ha annunciato una nuova strategia di "Resurrezione", presentando nuovi modelli come la Manx R e la Atlas, promettendo di riportare il marchio ai vertici del mercato premium globale con una produzione ancora radicata nel Regno Unito.
Caratteristiche Principali
Le motociclette Norton sono celebrate per tre pilastri fondamentali: il DNA da corsa, l'innovazione ciclistica e il carattere unico dei motori bicilindrici.
Il telaio Featherbed è senza dubbio una delle innovazioni più significative nella storia del motociclismo. Realizzato in tubi d'acciaio Reynolds, offriva una rigidità e una leggerezza senza precedenti per l'epoca, abbassando il baricentro e migliorando drasticamente la precisione di guida. Questo telaio non solo rese la Manx imbattibile in pista, ma divenne anche la base per le leggendarie "Triton" (motore Triumph in telaio Norton), create dai preparatori dell'epoca per ottenere la moto perfetta.
Il sistema Isolastic della Commando rappresentò un altro colpo di genio ingegneristico. In un'epoca in cui i grandi bicilindrici paralleli erano noti per le vibrazioni che potevano letteralmente smontare la moto (e stancare il pilota), Norton trovò una soluzione elegante. Utilizzando tre supporti elastici regolabili, il motore poteva vibrare liberamente senza trasmettere le sollecitazioni al telaio e al pilota. Questo permise alla Commando di offrire un comfort di marcia superiore, rendendola una delle moto più desiderabili per il turismo veloce negli anni '70.
Un'altra caratteristica distintiva è la forcella Roadholder, introdotta nel 1947. Questa forcella telescopica stabilì nuovi standard per la sospensione anteriore, offrendo una combinazione di smorzamento e rigidità che molti produttori giapponesi avrebbero eguagliato solo decenni dopo. La combinazione di telaio Featherbed e forcella Roadholder rese le Norton le moto con la migliore tenuta di strada del loro tempo.
Per i collezionisti, la Norton Manx rappresenta il "Sacro Graal". Prodotta in numeri limitati (circa 1.200 esemplari tra il 1946 e il 1962), è una delle moto da corsa più pure mai costruite. Le versioni degli ultimi anni (1961-62), con il motore a corsa corta e il telaio perfezionato, sono le più ricercate e possono raggiungere prezzi superiori ai 100.000 € se dotate di una storia documentata nelle corse.
La Commando 750 Fastback è un'altra icona di design, con la sua linea filante e la sella che si integra armoniosamente con il serbatoio. La versione Production Racer del 1970, prodotta in soli 200 esemplari, è una rarità assoluta che attira l'attenzione nelle aste internazionali. Anche la John Player Special (JPS) del 1974, con la sua livrea nero e oro ispirata alla Formula 1, è un pezzo da collezione molto ambito, simbolo di un'epoca in cui il marketing e le corse iniziarono a fondersi in modo spettacolare.
Dati Tecnici
Note tecniche aggiuntive:
- Sistema Isolastic: Tutte le Commando utilizzano tre supporti in gomma per smorzare le vibrazioni. L'usura di questi componenti può causare instabilità; si consiglia la sostituzione ogni 10.000-15.000 km.
- Trasmissione primaria: Catena a rulli in bagno d'olio (doppia catena a partire dalla Commando Mk III del 1975).
- Accensione: Originariamente a puntine (Lucas); molti proprietari installano accensioni elettroniche moderne (come Boyer-Bransden) per una maggiore affidabilità.
- Carburatori: Due Amal Concentric per la Commando, due Amal Monobloc per la Dominator 650SS, un Amal GP per la Manx.
Panoramica del Mercato e Consigli d'Acquisto
Il mercato delle moto Norton è estremamente vivace, specialmente in Italia, dove l'apprezzamento per il design britannico e la storia delle corse è molto forte. Possiamo dividere il mercato in due segmenti principali: le moto da corsa (Manx, Production Racer) e le bicilindriche stradali (Commando, Dominator, Atlas). Mentre le prime sono considerate beni d'investimento con prezzi in costante ascesa, le seconde offrono un'esperienza di guida classica accessibile a un pubblico più ampio.
Segmenti di prezzo (Stima 2024/2025):
- Norton Manx 500: 40.000–80.000 € per esemplari completi e originali. Moto con pedigree sportivo documentato possono superare i 100.000 €.
- Norton Commando 750 Fastback: 15.000–22.000 € per moto con numeri corrispondenti (Matching Numbers) in ottime condizioni. Progetti da restaurare partono da circa 7.000 €.
- Norton Commando 850 Interstate: 8.000–14.000 €. La versione Interstate è spesso meno ricercata della Roadster, rendendola un'ottima scelta per chi cerca valore.
- Norton Commando 850 Mk III: 12.000–18.000 €. Molto apprezzata per l'avviamento elettrico e il freno a disco posteriore.
- Norton Dominator 650SS: 12.000–18.000 € per esemplari restaurati; 5.000–8.000 € per moto marcianti ma non restaurate.
- Norton Atlas 750: 6.000–10.000 € in buone condizioni.
- John Player Special (JPS) Commando: 15.000–20.000 € per originali. Attenzione alle repliche, che hanno un valore inferiore.
Risultati d'asta recenti (2024-2025):
- 1974 Commando 850 Roadster, conservata: 11.500 € (Asta europea, 2024).
- 1970 Commando 750 Roadster, restaurata professionalmente: 14.200 € (2025).
- 1975 Commando 850 Interstate, buone condizioni: 9.800 € (2025).
Profili degli acquirenti:
- Il Purista delle Corse: Cerca una Manx o una Atlas con telaio Featherbed. L'originalità e la storia sono fondamentali. Budget: oltre 25.000 €.
- L'Entusiasta della Commando: Cerca una 750 Roadster o Fastback per raduni e gite domenicali. Privilegia la guidabilità rispetto all'originalità assoluta. Budget: 10.000–18.000 €.
- Il Restauratore: Cerca progetti (Dominator, Atlas) da riportare allo splendore originale. Budget: 3.000–8.000 € per l'acquisto, più costi di restauro.
- L'Investitore: Punta su modelli rari come la JPS, la Production Racer o Manx certificate. Budget: 20.000–80.000 €.
Consigli per l'ispezione:
Norton Commando (1967–1977):
- Supporti Isolastic: Verificare il gioco laterale del motore. Se il motore si muove più di 5 mm lateralmente, i supporti sono da sostituire. Supporti usurati rendono la moto instabile in curva e in accelerazione.
- Cuscinetti di banco: Il cuscinetto sul lato destro è un punto debole noto. Un rumore metallico proveniente dal carter può indicare un guasto imminente. La riparazione richiede l'apertura del motore (costo stimato 1.500–2.500 €).
- Motore Combat (1972): Norton cercò di spingere la 750 a 65 CV, ma molti motori Combat ebbero problemi di affidabilità all'albero motore. Se ne trovate uno, assicuratevi che sia stato aggiornato alle specifiche standard.
- Cambio: La marcia a destra (fino al 1974) richiede abitudine. Dal 1975 (Mk III) è a sinistra. Un cambio rumoroso è normale, ma la difficoltà di innesto indica usura.
- Impianto elettrico: L'alternatore Lucas originale è debole al minimo. Molti proprietari installano kit di potenziamento. L'accensione elettronica è quasi obbligatoria per un uso regolare.
- Telaio: Controllare eventuali crepe vicino ai supporti Isolastic. Le riparazioni di saldatura devono essere eseguite da professionisti.
Norton Dominator 650SS (1961–1965):
- Guarnizione della testata: Perdite d'olio tra cilindro e testa sono comuni. Verificare attentamente durante l'ispezione.
- Gommini valvole: Fumo blu all'avviamento indica usura dei gommini.
- Forcella Roadholder: Controllare eventuali perdite dai paraoli. Una revisione completa costa circa 400 €.
Norton Manx (1946–1962):
- Solo per esperti. Senza una provenienza certa e numeri corrispondenti, è difficile confermare l'originalità. Esistono molte repliche e moto "ibride".
- Il motore DOHC richiede una manutenzione costante e conoscenze specialistiche. Il gioco valvole va controllato frequentemente.
Ricambi e Restauro: La disponibilità di ricambi per la Commando è eccellente. Aziende come Andover Norton nel Regno Unito forniscono quasi ogni componente, dai pistoni alle parti della carrozzeria. Per la Manx e la Dominator, la ricerca può essere più complessa e costosa, ma esistono specialisti dedicati. In Italia, diversi officine specializzate in moto inglesi possono assistere nel restauro e nella manutenzione.
Prestazioni
Guidare una Norton Commando è un'esperienza che fonde il fascino del passato con una dinamica di guida sorprendentemente moderna. Grazie al sistema Isolastic, il motore bicilindrico esprime la sua potenza tra i 3.000 e i 6.500 giri/min senza trasmettere quelle vibrazioni fastidiose che caratterizzano altre moto dell'epoca. La coppia è generosa già dai bassi regimi, permettendo riprese vigorose anche nelle marce alte.
Il telaio Featherbed (nei modelli che lo montano) o il telaio della Commando offrono una precisione di guida che stupisce ancora oggi. La moto scende in piega con una naturalezza incredibile, grazie al baricentro basso e a una distribuzione dei pesi ottimale. Nelle curve strette delle strade collinari italiane, la Commando si muove con un'agilità che mette in ombra molte concorrenti contemporanee.
La forcella Roadholder assorbe bene le asperità, anche se per gli standard moderni può apparire un po' morbida. In frenata, la forcella tende ad affondare sensibilmente, richiedendo una guida fluida e anticipata. La sospensione posteriore a doppio ammortizzatore è tarata sul rigido, privilegiando il controllo rispetto al comfort assoluto.
Il cambio a quattro marce ha innesti meccanici e precisi. Ogni marcia entra con un "clack" rassicurante. La quarta marcia funge quasi da overdrive, permettendo di viaggiare a 120 km/h con il motore che gira rilassato a circa 4.500 giri/min. L'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in circa 5,8 secondi per la 750, un tempo di tutto rispetto che la rendeva una delle moto più veloci della sua era.
Il suono Norton è inconfondibile: un borbottio profondo e ritmato al minimo che si trasforma in un ruggito aggressivo quando si apre il gas. È una melodia meccanica che parla di corse all'Isola di Man e di ingegneria senza compromessi. Gli scarichi originali offrono una tonalità cupa, mentre i popolari scarichi "Dunstall" accentuano ulteriormente il carattere sportivo, pur essendo decisamente più rumorosi.
Per chi cerca un'esperienza più viscerale, la Norton Dominator 650SS offre una connessione ancora più diretta. Senza il sistema Isolastic, il pilota percepisce ogni battito del motore. È una moto per puristi, dove le vibrazioni non sono viste come un difetto, ma come un feedback vitale della macchina. La Dominator richiede più impegno fisico, ma ripaga con una sensazione di controllo assoluto e una reattività immediata ai comandi.
La Norton Atlas, con il suo motore da 750 cm³ in un telaio Featherbed, è la "muscle bike" degli anni '60. Le vibrazioni sono intense, specialmente agli alti regimi, ma la spinta del motore è brutale. È una moto per chi ama le sfide e vuole sentire tutta la potenza di un grande bicilindrico britannico senza filtri.
Design
La filosofia del design Norton è sempre stata guidata dal principio "la forma segue la funzione". Non troverete eccessi di cromature o fronzoli inutili; ogni elemento ha uno scopo tecnico preciso. Questa estetica minimalista e funzionale è ciò che rende le Norton così eleganti e senza tempo.
Il telaio Featherbed è esso stesso un'opera d'arte. La sua struttura a doppia culla avvolge il motore come un esoscheletro, lasciando la meccanica in bella vista. Gli ingegneri britannici consideravano la bellezza come il risultato di un'efficienza costruttiva, e il Featherbed ne è l'esempio perfetto: pulito, leggero e incredibilmente efficace.
La Norton Commando Fastback è spesso citata come l'apice estetico del marchio. La linea continua che parte dal serbatoio e prosegue nella sella fino al codino crea una silhouette dinamica che suggerisce velocità anche quando la moto è ferma. Le colorazioni classiche come il Silver Smoke, il rosso con filetti argento o il bordeaux profondo, riflettono un'eleganza sobria, tipica del "gentleman racer".
La versione Interstate, introdotta per il mercato americano, presenta un serbatoio più grande (22 litri) e una sella più ampia. Sebbene perda parte della snellezza della Fastback, acquista una presenza imponente che comunica la sua vocazione per i lunghi viaggi. Per molti motociclisti italiani, la Interstate rappresenta la compagna ideale per il mototurismo d'epoca.
La John Player Special (JPS) del 1974 è la Norton più appariscente. La livrea nero e oro, con i loghi dello sponsor della Formula 1, rompe con la tradizione di sobrietà del marchio. Il contrasto tra il nero lucido, le strisce dorate e i carter cromati rende la JPS un oggetto di culto assoluto, capace di attirare sguardi ovunque passi.
I dettagli costruttivi rivelano l'artigianalità britannica: la strumentazione Smiths con i quadranti color crema, i carburatori Amal prodotti a Birmingham, i pedali e le leve in acciaio forgiato. Ogni componente è progettato per essere smontato, riparato e restaurato, rifuggendo il concetto di obsolescenza programmata.
Anche la Norton Manx nella sua essenzialità è bellissima. Priva di fari, tachimetro o imbottiture superflue, mostra solo un serbatoio in alluminio battuto a mano, una sella da corsa e una carenatura minima. È uno strumento di precisione, dove la bellezza risiede nella totale dedizione alla velocità.
I grandi nomi dietro il design:
- Rex McCandless: L'uomo che ha creato il telaio Featherbed, definendo lo standard per la maneggevolezza Norton.
- Dr. Stefan Bauer: L'ingegnere che ha sviluppato il sistema Isolastic, permettendo alla Commando di diventare una leggenda del comfort e delle prestazioni.
- Bert Hopwood: Il progettista del bicilindrico Dominator, il cuore pulsante di generazioni di moto Norton.
Altro
L'eredità di Norton nelle corse non ha eguali. Con 42 vittorie al Tourist Trophy sull'Isola di Man, Norton è il marchio più vincente nella storia di questa competizione leggendaria. Questa supremazia non si limitava alle corse su strada; tra il 1949 e il 1954, Norton dominò il neonato Campionato del Mondo di Velocità, conquistando titoli piloti e costruttori che ancora oggi sono motivo di orgoglio per gli appassionati.
Piloti leggendari come Geoff Duke, Mike Hailwood e Phil Read hanno legato i loro nomi a Norton, portando il marchio alla gloria internazionale. La Manx è stata la moto preferita dai piloti privati per decenni, grazie alla sua affidabilità e alla facilità di manutenzione rispetto alle più complesse pluricilindriche italiane.
Norton nella cultura popolare: Il marchio ha sempre avuto un forte legame con il mondo del cinema e delle celebrità. Steve McQueen, noto appassionato di motori, possedeva diverse Norton nella sua collezione. Anche Jay Leno, il famoso conduttore americano, è un grande estimatore del marchio e possiede diversi esemplari perfettamente restaurati. In Italia, la Norton è spesso associata al movimento dei Café Racer. Negli anni '60, i giovani "Rocker" londinesi modificavano le loro Norton per correre da un caffè all'altro, creando uno stile che ancora oggi influenza profondamente la cultura motociclistica mondiale.
Uso militare: Non va dimenticato il ruolo di Norton durante la Seconda Guerra Mondiale. La WD16H è stata prodotta in circa 100.000 esemplari per l'esercito britannico e alleato. Queste moto, note per la loro robustezza, servirono su tutti i fronti, dal deserto africano alle foreste europee. Oggi, una WD16H restaurata è un pezzo di storia militare molto apprezzato dai collezionisti di veicoli storici.
Il futuro del marchio: Dopo anni turbolenti, il futuro di Norton appare oggi più luminoso sotto la proprietà di TVS Motor. L'investimento di oltre 200 milioni di sterline in un nuovo stabilimento all'avanguardia a Solihull dimostra la volontà di riportare il marchio ai fasti di un tempo. La presentazione a EICMA 2025 di nuovi modelli che richiamano i nomi storici come Manx e Atlas, ma con tecnologia moderna, suggerisce che Norton continuerà a essere un protagonista nel mercato delle moto di lusso per gli anni a venire.
Sintesi
Norton non è solo un marchio di motociclette; è l'aristocrazia del motociclismo britannico. Con una storia costellata di successi nelle corse, innovazioni tecniche rivoluzionarie e un design che sfida il tempo, possedere una Norton significa possedere un pezzo di storia meccanica.
Per il collezionista serio, modelli come la Manx (40.000–80.000 €) o la Commando Fastback (15.000–22.000 €) sono investimenti sicuri e fonti di immenso orgoglio. Per chi cerca una moto da guidare regolarmente, la Commando 850 Mk III (12.000–18.000 €) offre il miglior compromesso tra fascino classico e praticità moderna, grazie all'avviamento elettrico e ai freni migliorati. Chi ama il restauro troverà nella Dominator o nella Atlas progetti gratificanti che, una volta completati, offrono un'esperienza di guida pura e viscerale.
La forza di Norton è sempre stata la sua capacità di innovare: dal telaio Featherbed al sistema Isolastic, il marchio ha sempre cercato di superare i limiti della tecnica del suo tempo. Nonostante le difficoltà gestionali del passato, lo spirito di Norton è sopravvissuto grazie a una comunità globale di appassionati e club dedicati, come il Norton Owners Club, che supportano i proprietari con consigli e ricambi.
Comprare una Norton oggi, su una piattaforma come Classic Trader, significa entrare a far parte di un club esclusivo di intenditori che apprezzano la sostanza meccanica e il carattere. Ogni volta che si accende una Norton, si rivive l'emozione delle vittorie al TT e l'orgoglio di un'ingegneria che non scende a compromessi. Che si tratti di una gita sulle strade del Lago di Como o di un'esposizione in un concorso d'eleganza, una Norton sarà sempre al centro dell'attenzione, simbolo di un'epoca in cui le moto avevano un'anima.


