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Le motociclette Bultaco hanno ridefinito il panorama del motociclismo fuoristrada dagli anni '60 in poi, portando la tecnologia dei due tempi a dominare il trial e il motocross mondiale. Fondata da Paco Bultó a Barcellona, la marca del "pollice alzato" rimane oggi un simbolo di agilità e innovazione tecnica per ogni collezionista appassionato di regolarità e competizione.
Risultati della ricerca

1978 | Bultaco Alpina 350
Bultaco 350 ALPINA


1969 | Bultaco TSS 350
Bultaco 360 TSS "Tralla Super Sport"
Riferimenti all'annuncio "Bultaco" di Classic Trader
Di seguito troverai annunci relativi alla tua ricerca che non sono più disponibili su Classic Trader. Utilizza queste informazioni per ottenere una panoramica sulla disponibilità, le tendenze di valore e i prezzi attuali di una "Bultaco" e fare una scelta d'acquisto più informata.
1971 | Bultaco Sherpa T 250
1971 Bultaco Sammy Miller Sherpa T 244cc
1980 | Bultaco Alpina 350
BULTACO Alpina 350 213
1982 | Bultaco Pursang 250 MK11
1982 Bultaco Sherpa 198B 250cc
1981 | Bultaco Sherpa T 250
c.1981 Bultaco 250 Pursang 250cc
1980 | Bultaco Pursang 370
1980 Bultaco Sherpa 350 349cc
1969 | Bultaco TSS 350
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1969 | Bultaco Métisse
BULTACO Metisse Rickman 250
1978 | Bultaco Sherpa T 350
BULTACO Sherpa Trial 350 T 350
1968 | Bultaco Pursang 250
1968 Bultaco Pursang 104 250cc
1978 | Bultaco Sherpa T 350
Bultaco Sherpa T 350
1978 | Bultaco Sherpa T 350
Mit Zulassungsbescheinigung
Storia & Eredità
La storia della Bultaco è una delle più affascinanti e passionali dell'industria motociclistica europea, un'epopea che nasce da una frattura e si trasforma in una rivoluzione tecnica. Tutto ebbe inizio nel 1958, quando Francisco Xavier "Paco" Bultó, co-fondatore di Montesa, decise di abbandonare l'azienda a seguito della decisione della dirigenza di ritirarsi dalle competizioni ufficiali. Per Bultó, il reparto corse non era solo una vetrina, ma il cuore pulsante dell'innovazione tecnologica; senza gare, la produzione di serie sarebbe presto diventata obsoleta.
Pochi giorni dopo le sue dimissioni, un gruppo di ingegneri e piloti fedeli a Paco lo incontrò per proporgli una sfida folle: fondare una nuova marca. In una fattoria vicino a Barcellona, sotto condizioni quasi primitive, nacque il progetto Bultaco. Il nome stesso è un omaggio personale, derivando dalle prime quattro lettere del cognome Bultó e dalle ultime tre del suo soprannome, Paco. Il logo, l'ormai celebre pollice alzato, fu scelto dopo aver visto un pilota britannico fare quel gesto per indicare che tutto era "okay" durante una gara.
Il debutto ufficiale avvenne il 24 marzo 1959 con la presentazione della Tralla 101, una 125cc a due tempi che sorprese tutti per prestazioni e affidabilità. Nonostante fosse una neonata nel mercato, Bultaco portò la Tralla sul circuito del Montjuïc, dove conquistò sette dei primi dieci posti, surclassando giganti come Ducati e MV Agusta. Era il segnale che una nuova forza era nata.
Tuttavia, il vero destino di Bultaco non era l'asfalto, ma il fango e le pietre. Negli anni '60, l'incontro con il leggendario pilota britannico Sammy Miller cambiò per sempre il mondo del Trial. Miller era convinto che le pesanti quattro tempi britanniche avessero raggiunto il loro limite. Insieme a Bultó, sviluppò in tempi record la Sherpa T, una moto che pesava quasi trenta chili in meno rispetto alla concorrenza. Con la Sherpa T, Miller vinse la Scottish Six Days Trial nel 1965, segnando l'inizio di un'era in cui i due tempi avrebbero dominato incontrastati.
L'Italia, con la sua ricca tradizione di regolarità ed enduro, accolse Bultaco come un marchio d'élite. Tra gli anni '70 e '80, le moto spagnole divennero l'oggetto del desiderio per i piloti privati italiani che cercavano un mezzo leggero e competitivo per sfidare le marche locali. Modelli come la Pursang per il motocross e la Alpina per il motoalpinismo trovarono in Italia un terreno fertile, grazie a una rete di appassionati e officine specializzate che ancora oggi custodiscono il sapere tecnico della marca.
Nonostante il successo sportivo mondiale, con titoli conquistati da campioni come Martin Lampkin, Yrjö Vesterinen e l'italo-americano Bernie Schreiber, Bultaco dovette affrontare la crisi dell'industria motociclistica spagnola alla fine degli anni '70. Dopo un periodo di agitazioni sindacali e difficoltà finanziarie, la produzione originale cessò nel 1983. Sebbene il marchio sia stato rilanciato in tempi recenti con progetti legati alla mobilità elettrica, per il collezionista di Classic Trader l'unica vera Bultaco è quella spinta dal suo inconfondibile motore monocilindrico a due tempi raffreddato ad aria, prodotto tra il 1959 e il 1983.
Highlights & Caratteristiche
Cosa rende una Bultaco così speciale agli occhi di un collezionista? La risposta risiede nella filosofia costruttiva di Paco Bultó: "Il mercato segue la bandiera a scacchi". Ogni modello prodotto non era altro che una versione stradale o per privati di una moto che aveva già vinto sui campi di gara.
Il motore monocilindrico a due tempi è l'elemento centrale. Semplice, robusto e straordinariamente versatile, lo stesso basamento di base veniva declinato in diverse cilindrate (dai 125cc fino ai 370cc) e configurazioni di potenza. La fluidità della coppia, specialmente nei modelli da Trial come la Sherpa T, permetteva ai piloti di superare ostacoli impossibili con una precisione chirurgica. Al contrario, nelle versioni da velocità come la TSS, il piccolo motore spagnolo era capace di regimi di rotazione elevatissimi per l'epoca.
La leggerezza della ciclistica è un altro punto cardine. In un'epoca in cui molti costruttori utilizzavano ancora telai sovradimensionati, Bultaco puntò su telai in tubi d'acciaio sottili ma resistenti, ottimizzati per la distribuzione dei pesi. Questa agilità è ciò che ha permesso alla Pursang di diventare una delle moto da motocross più amate negli Stati Uniti e in Europa, dove la maneggevolezza era spesso più importante della potenza pura.
Un altro highlight è l'estetica funzionale. Le Bultaco non sono moto cariche di fronzoli. Il design è essenziale: serbatoi in fibra di vetro (o metallo nei primi modelli) dalle linee fluide, parafanghi alti, e l'iconico schema cromatico che vede spesso il rosso e l'argento dominare la scena, con varianti blu e bianco per i modelli successivi. Ogni pezzo è lì perché serve, facilitando la manutenzione "sul campo", una caratteristica vitale per i motociclisti che partecipavano a gare di regolarità di più giorni.
In Italia, un punto di forza storico è stata la compatibilità con la cultura tecnica locale. Molti componenti ausiliari (come i carburatori Dell'Orto o accensioni specifiche) potevano essere adattati, rendendo queste moto familiari anche ai meccanici abituati a lavorare su motori a due tempi nostrani. La Bultaco rappresenta il ponte perfetto tra l'artigianato tecnico spagnolo e la passione sportiva italiana.
Tecnica
Esaminando la scheda tecnica di una Bultaco, si nota immediatamente la coerenza progettuale. Il motore a due tempi è sempre alimentato a miscela (niente lubrificazione separata, per risparmiare peso e complicazioni meccaniche). I carburatori più comuni sono gli spagnoli Amal, ma non è raro trovare esemplari aggiornati con i più precisi Bing tedeschi o gli italiani Dell'Orto, specialmente nelle versioni preparate per le competizioni d'epoca.
Ecco una panoramica dei dati tecnici per i modelli più rappresentativi ricercati oggi sul mercato:
Il cambio è solitamente a 5 marce (alcuni modelli molto precoci ne avevano 4, mentre le ultime Sherpa T arrivarono a 6), con una rapportatura studiata per offrire una spinta vigorosa ai bassi e medi regimi. Il telaio a doppia culla chiusa è un classico della marca, garantendo una rigidità torsionale superiore alla media delle moto fuoristrada degli anni '60. Le sospensioni, inizialmente prodotte internamente o dalla spagnola Betor, sono state spesso oggetto di sostituzione con unità Marzocchi o Ohlins nei restauri moderni per migliorare il comportamento dinamico nelle gare di regolarità d'epoca (Vroe).
Panoramica del Mercato e Consigli d'Acquisto
Il mercato delle Bultaco in Italia è estremamente vivace ma richiede attenzione. Negli ultimi due anni (2024-2025), abbiamo assistito a un consolidamento dei prezzi, specialmente per i modelli con documentazione italiana in regola e iscritti ai registri storici (FMI o ASI).
Bultaco Sherpa T: La Regina del Trial
È il modello più diffuso su Classic Trader. Per un esemplare funzionante ma "vissuto" (condizioni 3), i prezzi partono dai 2.500 € ai 3.500 €. Le versioni restaurate professionalmente o conservate in modo eccellente (condizioni 1-2) superano facilmente i 5.000 € - 6.000 €. In particolare, la serie "Manubrio Rosso" è molto ricercata dai collezionisti puri. Recentemente, su piattaforme come Catawiki e Subito.it, esemplari di Sherpa 350 in ottime condizioni sono stati scambiati tra i 3.500 € e i 4.800 €.
Bultaco Pursang: L'Adrenalina del Cross
Le Pursang sono più rare, spesso perché hanno avuto una vita dura sui campi di gara. Un modello MK7 o MK11 può valere tra i 4.000 € e i 7.500 €. Attenzione alla "cannibalizzazione": molte Pursang sono state ricostruite con pezzi di altri modelli. Un esemplare con numeri di telaio e motore corrispondenti (matching numbers) ha un sovrapprezzo del 20-30%.
Bultaco Alpina: La Versatilità
L'Alpina è una scelta eccellente per chi vuole una moto d'epoca da usare realmente per escursioni domenicali. I prezzi sono leggermente più contenuti rispetto alla Sherpa, con una forbice tra i 2.800 € e i 4.500 €. È importante verificare l'integrità del serbatoio-sella unitario, un pezzo iconico ma costoso da ripristinare.
Bultaco Metralla & TSS: I Gioielli Stradali
Qui entriamo nel collezionismo di alto livello. Una Metralla MK2, considerata all'epoca la 250 stradale più veloce del mondo, può raggiungere e superare i 8.000 € - 10.000 €. Le rarissime TSS da competizione sono oggetti da asta internazionale, con valutazioni che partono dai 15.000 € per arrivare a oltre 30.000 € per esemplari con storia documentata (come quelli appartenuti a piloti famosi).
Consigli per l'Acquisto in Italia
- Documenti e Targa Storica: Una Bultaco con la sua targa originale italiana dell'epoca (magari la classica targa quadrata in plastica o metallo) vale molto di più. La procedura per la "targa storica" (reintegro dei documenti originali) è ora possibile in Italia, ma è un processo burocratico che richiede tempo. Preferite moto già iscritte al Registro Storico FMI con Certificato di Rilevanza Storica (CRS).
- Stato del Motore: Il monocilindrico Bultaco è robusto, ma le tenute del banco e i cuscinetti possono soffrire dopo anni di fermo. Chiedete sempre se sono stati sostituiti i paraoli dell'albero motore, vitali per il corretto funzionamento di un due tempi.
- Ricambi e Specialisti: In Italia esistono ancora eccellenze come Benso a Vinovo o ricambisti storici come Motomarket Dominici. Prima dell'acquisto, assicuratevi che il modello scelto abbia una buona disponibilità di ricambi (le Sherpa sono le più semplici da gestire, le Pursang più complesse).
- Serbatoi in Vetroresina: Molte Bultaco utilizzavano serbatoi in fibra di vetro. Con le moderne benzine contenenti etanolo, questi serbatoi possono degradarsi internamente. Verificate se è stato applicato un trattamento interno protettivo (tipo Tankerite).
Comportamento
Guidare una Bultaco è un'esperienza sensoriale completa. Non appena si dà il colpo di pedivella (posizionata solitamente a sinistra, un dettaglio che richiede abitudine per chi viene dalle moto moderne), il motore prende vita con un "ring-ding-ding" metallico e pulito. L'odore della miscela al 2% o 4% invade l'aria, riportandoti immediatamente agli anni d'oro del motociclismo.
Il comportamento dinamico della Sherpa T è sorprendente ancora oggi. La moto è incredibilmente stretta tra le gambe, permettendo di spostare il peso del corpo con estrema facilità. La frizione, se ben regolata, è modulabile, permettendo di gestire la potenza millimetro dopo millimetro per scalare una pendenza fangosa. È una moto che insegna a guidare: non puoi fare affidamento sulla velocità, ma sulla tecnica e sull'equilibrio.
Sulla Pursang, il carattere cambia. Qui il due tempi "entra in coppia" con una cattiveria che richiede braccia forti. La leggerezza della moto fa sì che ogni asperità del terreno venga trasmessa al pilota, rendendo la guida fisica e appagante. Non è una moto per principianti, ma per chi vuole sentire la connessione pura tra acceleratore e ruota posteriore.
La Alpina offre una via di mezzo. È più confortevole, con una sella che permette effettivamente di sedersi (a differenza della Sherpa) e una rapportatura del cambio più lunga che consente piccoli trasferimenti su asfalto senza stressare troppo il motore. Nel fuoristrada leggero, la sua agilità la rende imbattibile nei passaggi stretti tra i boschi.
Tutte le Bultaco condividono un limite: i freni. I tamburi d'epoca, per quanto ben manutenuti, non offrono la potenza dei dischi moderni. Questo va tenuto presente specialmente se si intende usare la moto in discese tecniche o nel traffico moderno. Guidare una Bultaco significa anche imparare ad anticipare le manovre.
Design
Il design Bultaco è l'incarnazione del concetto "la forma segue la competizione". Non c'è spazio per il superfluo. Il pezzo forte è spesso il serbatoio, che nei modelli degli anni '70 integrava spesso i fianchetti laterali in un'unica stampata di fibra di vetro, creando una linea continua e filante che è diventata il marchio di fabbrica della marca.
La cura dei dettagli meccanici è evidente. Le alette di raffreddamento del cilindro sono spesso ampie e squadrate, conferendo al motore un aspetto potente e tecnico. I comandi al manubrio sono essenziali, quasi spartani, ma realizzati con materiali di alta qualità per l'epoca. Il logo del pollice alzato sul carter motore o sul tappo del serbatoio è un tocco di classe che ogni appassionato nota immediatamente.
In Italia, l'estetica Bultaco ha influenzato molti costruttori locali. La pulizia delle linee e l'uso intelligente dei colori hanno reso queste moto icone di stile oltre che di prestazioni. Possedere una Bultaco significa esporre nel proprio garage un pezzo di design industriale spagnolo che ha saputo resistere al tempo meglio di molte concorrenti più blasonate.
Altro
Il Legame con l'Italia e la Montesa
Un aspetto interessante per il collezionista italiano è il continuo paragone tra Bultaco e Montesa (l'altra grande marca spagnola, ora di proprietà Honda). Mentre Montesa ha mantenuto un approccio spesso più "industriale", Bultaco è rimasta legata all'immagine della marca "da piloti, per i piloti". In Italia, questo ha creato fazioni opposte di appassionati, simili a quelle tra alfisti e lancisti.
Le Competizioni Vintage
Oggi, le Bultaco sono protagoniste assolute dei campionati nazionali di Trial d'Epoca e di Cross Vintage. Partecipare a questi eventi non è solo un modo per usare la moto, ma per entrare in una comunità di appassionati che scambiano consigli tecnici, pezzi di ricambio rari e storie di corse passate. Le manifestazioni come la "Due Giorni della Brianza" o i trofei nazionali regolarità vedono regolarmente una nutrita presenza di Bultaco nelle prime posizioni.
Manutenzione e Cura
Possedere una Bultaco oggi è più semplice che trent'anni fa. Grazie a internet, è possibile ordinare pezzi direttamente dalla Spagna o dal Regno Unito (dove la scena Bultaco è massiccia). Tuttavia, avere un meccanico di fiducia che conosca i segreti dei due tempi spagnoli è fondamentale. Ricordate di usare sempre oli di alta qualità per la miscela e di non lasciare benzina vecchia nel serbatoio per lunghi periodi, specialmente se in vetroresina.
Sintesi
La Bultaco non è solo una motocicletta; è la manifestazione fisica della visione di Paco Bultó. Scegliere una Bultaco su Classic Trader significa portarsi a casa un pezzo di storia che ha cambiato il corso del motociclismo fuoristrada.
Dalla rivoluzionaria Sherpa T, che ha inventato il trial moderno, alla brutale Pursang, ogni modello offre un'esperienza di guida pura, analogica e profondamente appagante. In Italia, grazie a una solida rete di esperti e a un mercato dell'usato che premia la qualità e la documentazione storica, l'acquisto di una Bultaco rappresenta anche un investimento emozionale e, nel lungo termine, economico.
Che siate alla ricerca di una moto per gareggiare nei trofei vintage o di un pezzo da esposizione che incarni l'era d'oro dei due tempi, Bultaco offre quel mix unico di agilità spagnola e prestigio internazionale che poche altre marche possono vantare. Trova la tua Bultaco oggi e preparati a sollevare anche tu il pollice in segno di approvazione.


