Chrysler Six auto d’epoca in vendita
La Chrysler Six rappresenta un capitolo fondamentale nella storia del marchio americano, grazie ai suoi motori tecnicamente all’avanguardia, più volte messi alla prova in competizioni impegnative come la 24 Ore di Le Mans. Questa serie offre una varietà di versioni e carrozzerie, tutte caratterizzate da una meccanica raffinata per gli standard degli anni Venti.
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1937 | Chrysler Six Tüscher
1937 Chrysler Royal Six Convertible By Tuscher '37
1930 | Chrysler Six Special
1930 Chrysler Speedster Special - FIVA
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Chrysler Six Oldtimer: Prezzi e valori di mercato
Storia e origini della Chrysler Six
La Chrysler Six nasce dall’eredità della Maxwell Automobile Company, assorbita da Chrysler nel 1924. Successivamente, anche la Chalmers Automobile Company fu incorporata nel gruppo. Con questo know-how, Chrysler sviluppò una gamma di modelli contraddistinti dal motore Straight Six, vero punto di forza della serie. L’innovazione era il perno centrale di questa vettura: si trattava di un’auto pensata per chi voleva distinguersi nella guida, con soluzioni tecniche mai viste prima su larga scala negli Stati Uniti. L’approccio ingegneristico del marchio prevedeva che il nome di ogni serie Six indicasse anche la velocità massima mantenibile in modo costante, elemento rivoluzionario per il marketing dell’epoca.
A testimoniare la solidità costruttiva, diverse versioni della Chrysler Six parteciparono alla 24 Ore di Le Mans tra il 1925 e il 1929. Le cronache del tempo evidenziano la capacità della vettura di coniugare affidabilità e prestazioni, in un’epoca in cui la resistenza su lunga distanza era sinonimo di qualità.
Evoluzione della gamma Chrysler Six
La famiglia Chrysler Six debuttò nei primi anni Venti con diverse varianti, identificate inizialmente da una sigla che faceva riferimento alla velocità costante raggiungibile. Ogni anno venivano presentate evoluzioni incrementali, che si traducevano in piccoli miglioramenti tecnici e aggiornamenti delle dotazioni. Ogni modello della serie era disponibile con diverse carrozzerie, per rispondere alle esigenze del mercato tra sedan, coupé e torpedo. La produzione della gamma Chrysler Six proseguì fino agli anni Trenta, quando l’arrivo di nuove tecnologie e la crescente diffusione dei motori a otto cilindri portarono a una naturale evoluzione dell’offerta da parte della casa americana.
Punti di forza della Chrysler Six
Il motore Straight Six rappresentava un’eccellenza tecnica nella sua epoca: robusto, regolare nell’erogazione e in grado di garantire velocità di crociera invidiabili rispetto ai concorrenti. L’impostazione tecnica della vettura puntava su affidabilità, comfort per i lunghi viaggi e una gamma di carrozzerie ampia. La presenza in eventi come la 24 Ore di Le Mans aggiunge un forte valore storico, testimoniando la bontà del progetto anche in ambito sportivo.
Dati tecnici della Chrysler Six
Serie speciali e modelli da collezione
Alcune versioni della Chrysler Six si distinguevano per gli allestimenti più raffinati, talvolta con carrozzerie speciali realizzate da carrozzieri esterni e dedicate a clienti di prestigio o a manifestazioni sportive. La partecipazione alle competizioni, in particolare alla 24 Ore di Le Mans, ha reso alcune di queste vetture particolarmente ricercate tra gli amatori dell’auto d’epoca americana.
Punti deboli e attenzioni per la manutenzione
Non sono note problematiche croniche particolari tramite i dati attuali, ma nell’acquisto di una Chrysler Six bisogna considerare l’età dei materiali originali, con attenzione allo stato della meccanica, al circuito di raffreddamento e alla tenuta stagna della carrozzeria. I ricambi possono richiedere tempo per essere reperiti, soprattutto nelle versioni speciali o con finiture non standard.
Motore, trasmissione e comportamento su strada
Il motore sei cilindri in linea della Chrysler Six forniva una progressione regolare e una coppia che la rendeva docile sia nel traffico urbano dell’epoca che nei viaggi più lunghi. La trasmissione manuale era articolata e robusta, in linea con gli standard statunitensi degli anni Venti. Le sospensioni erano tarate per privilegiare il comfort sulle strade spesso sconnesse. La frenata era affidata ai tipici freni a tamburo, più che adeguati per le prestazioni disponibili. Tra le versioni più interessanti spiccano le carrozzerie torpedo e coupé, spesso abbinate agli esemplari utilizzati nelle competizioni.
Design, comfort e finiture
L’estetica della Chrysler Six richiama l’architettura automobilistica americana degli anni Venti: linee squadrate, radiatore verticale importante e fiancate ampie. Gli interni, nelle versioni più curate, vantavano inserti in legno e rivestimenti in tessuto o pelle di pregio. Il comfort era una priorità, grazie a sedute generose e una buona insonorizzazione per l’epoca. Alcuni esemplari offrivano accessori extra come faretti supplementari, ruote a raggi, portabagagli posteriori e modanature cromate, dettagli oggi molto apprezzati dai collezionisti.
Ulteriori dettagli sulla Chrysler Six
Le diverse opzioni di carrozzeria offrivano versatilità d’uso, rendendo la Chrysler Six adatta sia alla clientela urbana che a chi necessitava di una vettura per lunghi viaggi. La vasta facilità di personalizzazione originaria la rende interessante anche per i restauratori.
Sintesi
La Chrysler Six è un esempio significativo di produzione automobilistica americana degli anni Venti e Trenta, celebre per il suo motore avanzato per l’epoca e per il posizionamento come berlina di fascia medio-alta. I modelli sono oggi particolarmente apprezzati dagli amanti delle auto storiche per la loro tecnica, la storia sportiva e la possibilità di trovare esemplari in versioni molto diverse tra loro.