Descrizione

Chi meglio del proprietario può descrivere questo progetto? Ecco una parte dell’articolo pubblicato su Automobilismo d’Epoca di Aprile 2019.

Il restauro personalizzato, quello che oggi viene comunemente chiamato RestoMod, mi ha sempre allarmato ma anche incuriosito. Intendiamoci, sono un profondo e appassionato difensore dell’originalità e del restauro conservativo o, se proprio è inevitabile, del restauro completo ma fatto a regola d’arte. Eppure il desiderio peccaminoso di personalizzare la propria automobile, renderla unica e inconfondibile, tagliata su misura, è da sempre presente in me come anche, penso, nel profondo di ogni collezionista, pur se spesso ben mimetizzato. E così dopo due auto e due motociclette storiche perfettamente restaurate nel più completo rispetto dell’originalità, ho pensato che fosse giunto il momento di concedermi il lusso della trasgressione. Perché, per dirla con Oscar Wilde, si può resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Su quale auto però potevo dirigere le mie attenzioni? Non certo su una storica di valore, non tanto economico quanto iconico: sarebbe stato un delitto troppo efferato. Ci voleva un’auto di nessun pregio, umile, dal destino segnato, quello cioè di diventare un cubo metallico da riciclo. Insomma, una cenerentola da riportare in vita e valorizzare donandole un nuovo appeal. Guardando gli annunci online, mi imbatto in un raro Fiorino Pick Up a benzina: è del ’90, ha il 1.300 cc di origine brasiliana, un gran bel motore a corsa (quasi) corta con l’albero a camme in testa. I pick up mi sono sempre piaciuti, quelli americani degli anni ’50 sono meravigliosi ma eccessivi per le nostre strade. Il Fiorino invece è piccolo, maneggevole, senza pretese e simpatico quanto basta. Questo è piuttosto malmesso, ma sembra appetibile: si trova a Savona, decido di andare a vederlo. Arrivato sul posto mi accorgo che non mi ero sbagliato: il Fiorino è allo stremo, anni di lavoro pesante e diversi padroni lo hanno sfinito, ma la struttura è sana ed è completo. Decido di acquistarlo ad un prezzo poco più che simbolico, pari al costo del trapasso. Il progetto RestoMod può partire.

Più che di restauro bisognerebbe parlare di costruzione. Il progetto prende vita man mano che ci si lavora, ma con un approccio filosofico preciso: libero sfogo alla creatività, però all’insegna del buon gusto e senza esagerazioni. Decido prima di tutto di affidarmi a chi sa il fatto suo. Per vicinanza affettiva e familiare il punto di riferimento scelto è RS Historics, covo di abili restauratori e preparatori di auto storiche da competizione. Il Fiorino infatti sarà elegante ma grintoso, con molto più pepe di quando è nato. A loro viene affidato il compito dello smontaggio iniziale, del restauro della ciclistica, del riassemblaggio e collaudo finale.

 

Si comincia con la separazione completa di carrozzeria e meccanica. La scocca nuda viene portata in carrozzeria. La situazione si presenta piuttosto difficile: i fondi sono compromessi, il pianale di carico è divorato quasi completamente dalla ruggine, le sponde laterali e i parafanghi posteriori con gli attacchi degli ammortizzatori hanno mille ammaccature, dal fondo dell’abitacolo si vede la strada. I longheroni però sono intatti, il vano motore è perfetto, la struttura portante è salva. Vengono quindi rifatti i fondi e ribattute le ammaccature, ma si decide di sostituire porte, parafanghi anteriori e cofano perché il ripristino di quelli originali sarebbe costato molto di più. La sponda posteriore è ormai inservibile, per fortuna ne troviamo una usata in condizioni decenti. Fatta la lattoneria, si passa alla finitura. Per la gioia del carrozziere il colore scelto è il classico blu Lancia, il Lechler 1332 della Fulvia Coupé: delicatissimo ma bellissimo, secondo me il più bel colore in assoluto per un’automobile.

Il motore richiede un discorso a sé. Il monoalbero brasiliano si presta bene alle elaborazioni, nella versione 1050 cc ha dato in passato, e continua a dare oggi nelle gare storiche, risultati straordinari. La versione 1300 cc si presta meno perché ha la corsa più lunga, ma in compenso se ne avvantaggia l’elasticità di marcia. Il motorista interpellato è Assunto Ambrosone, noto da tempo nell’ambiente dei rally ed esperto tra le altre cose di motori Fiat. Con lui scegliamo pistoni e bielle speciali e troviamo e montiamo un raro collettore d’aspirazione Alquati, adatto ai due doppi carburatori Weber da 40 che dovranno assicurare la brillantezza desiderata. Albero a camme adeguato, montaggio accurato e lucidatura ed equilibratura perfette completano il quadro. Risultato? Quasi 95 cavalli! 

La ciclistica viene completamente rinnovata, perché anche in questo caso la sostituzione risulta essere più conveniente della riparazione. Pinze e dischi freno anteriori vengono sostituiti con quelli della Uno Turbo, la scatola guida revisionata e gli ammortizzatori sostituiti con dei Monroe più duri.

L’arredo interno dell’abitacolo è fonte di numerose meditazioni. Prima di tutto la strumentazione di bordo: va senz’altro sostituito l’orribile cocktail analogico-digitale d’origine, con mille spie e un inutilissimo ed enorme orologio. L’ortodossia filologica da rispettare è quella di restare in casa Fiat, prendendo il meglio del disponibile. Scelta facile ed immediata: gli strumenti della 124 Spider sono bellissimi, classici, completi e ben visibili nonché della giusta dimensione. Recuperati ad un mercatino, vengono puliti e revisionati. I due principali, tachimetro e contagiri, sono ospitati nel guscio originale, svuotato di tutto il superfluo e chiuso con una piastra di alluminio in cui vengono ricavati i due alloggi. I tre strumenti secondari, manometro olio, termometro acqua e indicatore livello benzina devono invece trovare una nuova collocazione. Disegno quindi un cruscottino ad hoc, da sistemare sulla plancia, di fronte al posto guida. Ne faccio un campione in balsa che porto da un artigiano specializzato nella lavorazione del metallo per arredo, ma che all’occorrenza si diletta anche nella costruzione di serbatoi e parafanghi per motociclette speciali, soprattutto café racer. Il risultato mi appaga, rifinito in nero opaco raggrinzante sembra preso pari pari da una Ferrari 250 GTL o meglio da una 250 Le Mans… I rivestimenti di sedili e pannelli porta devono, sottolineo devono, essere in pelle, scelta di un tono di blu che ben si accompagni con il blu Lancia dell’esterno. Come è possibile infatti rinunciare a quella morbidezza e a quel profumo inebriante, soprattutto se mischiato alle inevitabili esalazioni di benzina, che ti avvolge quando entri nell’abitacolo? Per non esagerare però la parte centrale dei sedili e una fascia sul pannello porta è corretto che siano in stoffa, meglio se di un bel tartan blu e verde con sottili righe rosse, giusto per ravvivare un po’ l’ambiente. Per pomelli e maniglie si ritorna nell’universo Fiat: la scelta cade sulla dotazione della 500 F, nostra fida compagna di gioventù e impareggiabile nell’abbinare la spartana semplicità all’eleganza essenziale della lega d’alluminio. Ancora alluminio per il pomello del cambio e per le razze del volante con corona in legno. Sul pavimento una moquette, blu ovviamente, completa il tutto.

 

Il riassemblaggio si rivela più lungo del previsto. I piccoli problemi da risolvere sono migliaia, come sempre in questi casi, non ultimo l’impianto elettrico da rifare completamente e da potenziare per la presenza degli antinebbia anteriori e soprattutto della pompa elettrica della benzina. Ma alla RS Historics, Davide insieme al fido collaboratore Cesare risolvono tutto con grande perizia, dimostrando che esperienza e inventiva sono una componente fondamentale del loro lavoro. Terminato il quale, tolto il Fiorino dal ponte e al momento della fatidica prima accensione, ci accorgiamo subito della clamorosa inadeguatezza dell’assetto: i cerchi in lega OZ Racing, per quanto della modesta dimensione 6.00x13 utile per ospitare gli pneumatici regolari 165x13, evidenziano ancora di più una altezza da terra spropositata, che fa sembrare il Fiorino abbarbicato sui trampoli. Detto, fatto: molle più corte (ma non troppo) all’avantreno, due foglie in meno al balestrone posteriore, ammortizzatori ritarati, adeguamento di convergenza, campanatura e camber e il risultato è raggiunto: occhio contento, guida esaltante.

 

Non resta che il tocco finale. Il falegname è già stato allertato ed è pronto per dare il suo prezioso contributo. Lavora magistralmente lastre di durissimo teak africano, quello utilizzato per le imbarcazioni e anche per le piscine all’aperto: realizza il fondo del piano di carico, i pannelli laterali e i bordi superiori del cassone. Verniciato e ben massaggiato con l’olio di teak, il rivestimento in legno dona subito al Fiorino un bel tocco di personale eleganza e compiutezza. Il risultato complessivo piace a tutti, intenditori e non, cultori dell’auto storica e semplici curiosi. Guidandolo in mezzo al traffico la sensazione è strana: desta quasi più ammirazione e curiosità di una Giulietta Spider. Forse perché si è ormai assuefatti alla roadster d’epoca, mentre si è sorpresi nello scoprire che anche un umile e vecchio mezzo di lavoro può diventare un oggetto da desiderare. E anche da ammirare con stupore: basta effettuare un fulmineo sorpasso in seconda o terza a 7.500 giri per captare lo sguardo perso e incredulo del porschista che se la stava prendendo un po’ troppo comoda.

 

Il Fiorino Riva regolarmente targato e revisionato, documentazione del restauro e dei lavori eseguiti, visibile previo appuntamento a Lecco.   Maggiori dettagli su www.gulfblue.it

Condizione e registrazione

Condizioni
Restaurato
Targa storica
Immatricolato
Pronta a partire
Senza incidenti

Autovalutazioni

Motore (valutazione venditore)
Verniciatura (valutazione venditore)
Interno (valutazione venditore)
Tecnica (valutazione venditore)

Rapporto di ispezione

Non disponibile
Inspection Report
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Dettagli tecnici

Dati veicolo

Marca
FIAT
Serie di modelli
Fiorino
Modello
Fiorino 1.3
Prima immatricolazione
01/1990
Anno di fabbricazione
1990
Chilometraggio
5000 km
Numero di telaio
Non fornito
Numero del motore
Non fornito
Numero del cambio
Non fornito
Matching numbers
Non fornito
Numero di proprietari
Non fornito

Dettagli tecnici

Tipo carrozzeria
Pick-up (Furgonetta)
Potenza (kW/CV)
68/93
Cilindrata (cm³)
1300
Cilindri
4
Porte
2
Posizione volante
Sinistra
Cambio
Manuale
Marce
Non fornito
Trazione
Anteriore
Freno anteriore
Disco
Freno posteriore
Tamburo
Carburante
Benzina

Configurazione individuale

Colore carrozzeria
Blu
Nome colore produttore
Blue Lancia
Colore interni
Blu
Materiale interni
In parte pelle

Località

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