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Triumph Motorrad comprare

Dal 1902, Triumph incarna l'essenza dell'ingegneria britannica unita a un'anima ribelle che ha conquistato generazioni di motociclisti italiani. Dalla leggendaria Bonneville alla moderna Speed Triple, ogni modello racconta una storia di stile senza tempo e prestazioni pure.

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Risultati della ricerca

Immagine 1/5 di Triumph T 120 Bonneville (1965)
1 / 5
Conversione/Speciale

1965 | Triumph T 120 Bonneville

Triumph TR6R T-120 Scrambler "Desert Sled"

13.200 €
🇩🇪
Privato
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Immagine 1/10 di Triumph TR 7 V Tiger 750 (1973)
1 / 10

1973 | Triumph TR 7 V Tiger 750

Good-looking British beauty for sale

7500 €
🇫🇮
Privato
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Immagine 1/17 di Triumph Bonneville T120 (1968)
1 / 17

1968 | Triumph Bonneville T120

Te koop: Triumph Bonneville T120 uit 1968

16.950 €
🇳🇱
Venditore
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Immagine 1/50 di Triumph 6T Thunderbird (1958)
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1958 | Triumph 6T Thunderbird

Triumph THUNDERBIRD 650

11.200 €
🇮🇹
Venditore
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Immagine 1/50 di Triumph Speed Triple (1995)
1 / 50

1995 | Triumph Speed Triple

Triumph SPEED TRIPLE

6000 €
🇮🇹
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Immagine 1/50 di Triumph T 100 Daytona (1969)
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1969 | Triumph T 100 Daytona

Triumph DAYTONA 500

6900 €
🇮🇹
Venditore
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Immagine 1/50 di Triumph SD (1929)
1 / 50

1929 | Triumph SD

Triumph CSD 550 SIDECAR

52.000 €
🇮🇹
Venditore
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Immagine 1/12 di Triumph T 160 Trident (1975)
1 / 12
10.900 €
🇮🇹
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Riferimenti all'annuncio "Triumph" di Classic Trader

Di seguito troverai annunci relativi alla tua ricerca che non sono più disponibili su Classic Trader. Utilizza queste informazioni per ottenere una panoramica sulla disponibilità, le tendenze di valore e i prezzi attuali di una "Triumph" e fare una scelta d'acquisto più informata.

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Immagine 1/50 di Triumph T 120 Bonneville II (1970)

1970 | Triumph T 120 Bonneville II

Triumph BONNEVILLE T120 R

20.000 €mese scorso
🇮🇹
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Immagine 1/30 di Triumph Legend TT (2000)

2000 | Triumph Legend TT

-

5400 €2 mesi fa
🇮🇹
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Immagine 1/39 di Triumph Daytona T595 (2006)

2006 | Triumph Daytona T595

2006 Triumph 955i Daytona 955cc

Prezzo su richiesta4 mesi fa
🇬🇧
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Immagine 1/21 di Triumph 3 TA Twenty-one (1957)

1957 | Triumph 3 TA Twenty-one

1957 Triumph 3TA Twenty One 348cc

Prezzo su richiesta4 mesi fa
🇬🇧
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Immagine 1/44 di Triumph T 140 V Bonneville (1976)

1976 | Triumph T 140 V Bonneville

1976 Triumph T140V Bonneville 744cc

Prezzo su richiesta4 mesi fa
🇬🇧
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Immagine 1/40 di Triumph 5 TA Speed Twin (1959)

1959 | Triumph 5 TA Speed Twin

1959 Triumph 5TA Speed Twin 499cc

Prezzo su richiesta4 mesi fa
🇬🇧
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Immagine 1/33 di Triumph TT (1919)

1919 | Triumph TT

1919 Triumph Type D TT Roadster 550cc

Prezzo su richiesta4 mesi fa
🇬🇧
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Storia e Retaggio

Le radici di Triumph affondano nel lontano 1885, quando Siegfried Bettmann, originario di Norimberga, si trasferì in Inghilterra per fondare a Coventry la Triumph Cycle Company. Il debutto nel mondo delle due ruote motorizzate avvenne nel 1902 con la No. 1, una bicicletta equipaggiata con un motore belga Minerva. Già nel 1907, la produzione si era estesa sia a Coventry che a Norimberga, con lo sviluppo di motori monocilindrici a quattro tempi da 450 cc progettati internamente. Negli anni '20, la produzione britannica raggiunse l'impressionante cifra di 30.000 unità all'anno, consolidando il marchio come leader globale.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, lo stabilimento di Norimberga si separò dalla casa madre inglese, focalizzandosi su macchine per ufficio ma continuando a produrre modelli iconici come la Triumph Knirps. Nel 1936, in piena crisi economica, la divisione motociclistica fu acquisita da Jack Sangster. Sotto la guida del geniale progettista Edward Turner, nacque nel 1937 la Speed Twin (T100), che rivoluzionò il mercato con il suo bicilindrico parallelo da 500 cc, stabilendo uno standard tecnico che sarebbe durato per decenni.

Il legame con la velocità e il mito americano si consolidò nel 1956, quando Johnny Allen stabilì il record mondiale di velocità sulle Bonneville Salt Flats, nello Utah, raggiungendo le 214 mph (344 km/h) su una Triumph. Questo successo portò alla nascita, nel 1959, della Bonneville T120, un modello che divenne rapidamente il simbolo di un'epoca e della cultura café racer. Negli anni '60, sotto la proprietà di BSA, Triumph dominò le competizioni con la Trident 750 e la T150 Trident, i primi modelli a tre cilindri che segnarono la storia del motociclismo sportivo.

Dopo un periodo turbolento negli anni '70 e '80, segnato dalla fusione con Norton e da una crisi produttiva quasi fatale, il marchio fu salvato nel 1990 dall'imprenditore John Bloor. La nuova era di Hinckley portò al debutto di modelli moderni come la Trident, la Trophy e la Daytona, presentati al salone di Colonia. Nel 1994, il lancio della Speed Triple definì il genere streetfighter, portando Triumph a un successo globale senza precedenti. Oggi, Triumph Motorcycles Ltd. è il più grande produttore britannico di motociclette di proprietà privata, mantenendo intatto il fascino di un marchio che ha saputo rinascere dalle proprie ceneri.

Caratteristiche e Punti di Forza

Triumph rappresenta la perfetta sintesi tra ingegneria britannica e carattere ribelle. In Italia, il marchio ha sempre goduto di un fascino particolare, apprezzato per la sua capacità di unire l'eleganza classica a prestazioni che non temono il confronto con la tradizione artigianale italiana. Dalla prima Speed Twin del 1937 alla Bonneville, resa immortale da Marlon Brando nel film "Il Selvaggio", ogni Triumph è un pezzo di storia vivente.

La Bonneville T120 (1959–1974) è il punto di riferimento assoluto per lo stile café racer. Con la sua configurazione bicilindrica da 650 cc, 46 CV e doppi carburatori, offriva un equilibrio perfetto tra potenza e affidabilità, diventando la base ideale per innumerevoli vittorie al Tourist Trophy dell'Isola di Man. La 6T Thunderbird (1949–1966), con i suoi 650 cc, introdusse standard elevati per il turismo a lungo raggio, mentre la T100 Daytona offriva un'anima più sportiva grazie a un rapporto di compressione più elevato.

Negli anni '70, la T160 Trident con il suo motore a tre cilindri da 750 cc e 58 CV stabilì nuovi parametri nel segmento roadster. Nonostante la concorrenza giapponese, la Trident rimase un esempio di raffinatezza meccanica britannica. La TR7V Tiger 750 combinava invece la tecnologia bicilindrica con ambizioni da fuoristrada, anticipando la tendenza delle moderne enduro stradali.

L'era moderna, iniziata nel 1990, ha visto lo sviluppo di motori a tre e quattro cilindri completamente nuovi. La Speed Triple (dal 1994) ha creato il genere streetfighter con il suo tre cilindri da 885 cc (poi 1050 cc), un design essenziale e il caratteristico doppio faro anteriore. Dal 2001, la Bonneville è tornata a vivere nelle versioni T100 e T120 (900 e 1200 cc), offrendo un'estetica retrò impeccabile supportata da una tecnologia contemporanea affidabile.

Dettagli costruttivi: Triumph è stata pioniera nell'uso del bicilindrico parallelo a quattro tempi con albero motore a 270° (nelle versioni moderne), garantendo un suono cupo e distintivo. Le soluzioni tecniche come la lubrificazione a carter secco e i robusti blocchi motore in ghisa dei modelli classici sono oggi oggetto di culto. I motori a tre cilindri dell'era Hinckley utilizzano invece la distribuzione DOHC, il raffreddamento a liquido e l'iniezione elettronica, garantendo una fluidità di erogazione che è diventata il marchio di fabbrica della casa.

Dati Tecnici

Modelli Classici (Era Meriden 1959–1983)

Era Hinckley dal 1990 (Selezione Classici Moderni)

Panoramica del Mercato e Consigli d'Acquisto

Fasce di prezzo per modello e condizione (2024–2025)

Il mercato italiano delle Triumph d'epoca e classiche moderne è estremamente dinamico. Gli appassionati italiani apprezzano particolarmente l'originalità e la storia documentata dei veicoli.

Era Classica Meriden:

  • Bonneville T120 (1959–1974): I prezzi per esemplari restaurati oscillano tra €12.000 e €22.000. Modelli in condizioni da concorso possono raggiungere i €25.000–€40.000, specialmente per le prime versioni "unit construction" post-1963. Esemplari marcianti ma da rivedere partono da circa €8.500.
  • 6T Thunderbird: Una scelta eccellente per chi cerca il fascino britannico a un prezzo più accessibile, con quotazioni tra €8.000 e €16.000. Gli esemplari in condizioni eccellenti possono toccare i €20.000.
  • T160 Trident: Rara e tecnicamente complessa, ha prezzi che variano da €9.500 a €19.000. La manutenzione del tre cilindri è più onerosa rispetto ai bicilindrici, fattore da considerare nel budget d'acquisto.
  • T100 Daytona: Molto ricercata dai preparatori di café racer, le versioni originali mantengono quotazioni elevate tra €10.000 e €21.000.

Era Hinckley (Modern Classics):

  • Speed Triple 900 (1994–1996): Un classico in ascesa con prezzi tra €4.000 e €7.000. Le prime versioni sono considerate pietre miliari del design motociclistico moderno.
  • Speed Triple 1050 (2005–2010): Quotazioni stabili tra €5.000 e €8.500. È una moto robusta che sopporta bene chilometraggi elevati (oltre 40.000 km), a patto di una manutenzione regolare.
  • Bonneville T100 865 (2001–2015): I modelli a carburatori (fino al 2007) si trovano tra €4.500 e €7.500, mentre le versioni a iniezione (EFI, dal 2008) sono più affidabili e quotate tra €5.500 e €8.500.
  • Bonneville T120 1200 (2016+): L'usato recente tiene bene il valore, con prezzi tra €8.500 e €14.500 a seconda dell'allestimento e degli accessori.

Profili degli acquirenti:

  • Appassionati di Café Racer: Cercano T100 o T120 come base per personalizzazioni. In Italia, la tendenza è verso modifiche reversibili che non intacchino il valore storico del mezzo.
  • Viaggiatori Classici: Prediligono la 6T Thunderbird o la moderna Speed Triple 1050 per il comfort e la coppia generosa, ideale per le strade collinari italiane.
  • Collezionisti: Puntano alle prime T120 (1959–1962) con cambio separato ("pre-unit"), esigendo il "matching numbers" (corrispondenza tra numero telaio e motore). Per questi esemplari, i premi di prezzo possono superare il 50%.
  • Neofiti del Vintage: La Bonneville 865 EFI (2008–2015) rappresenta l'ingresso ideale: estetica classica, manutenzione ridotta e facilità di guida sotto i €6.500.

Criteri di acquisto fondamentali:

  • Disponibilità ricambi: Per le classiche Meriden esiste un mercato aftermarket eccellente (Triumph Spares, British Customs). I ricambi Hinckley sono facilmente reperibili tramite la rete ufficiale, sebbene più costosi.
  • Punti deboli tipici: Perdite d'olio dai paraoli dell'albero motore (Meriden), problemi alle bobine di accensione (prime Hinckley), slittamento della frizione su Speed Triple 1050 con molti chilometri.
  • Numeri di telaio: Dal 1950, i numeri di motore e telaio devono coincidere. Verificate sempre la punzonatura: deve essere uniforme e profonda. Punzonature irregolari possono indicare tentativi di contraffazione.
  • Carburatori vs EFI: I modelli a carburatori richiedono una messa a punto periodica e soffrono maggiormente i periodi di inattività. I modelli EFI sono più "gira la chiave e vai", ma richiedono strumenti diagnostici per la manutenzione elettronica.
  • Corrosione: Il clima italiano è generalmente favorevole, ma esemplari provenienti dal nord Europa possono presentare ruggine su telaio, forcellone e raggi. Un restauro del telaio con verniciatura a polvere può costare tra €700 e €1.300.
  • Revisione motore: Una revisione completa di un bicilindrico Meriden costa tra €2.800 e €5.000. Per il tre cilindri Trident, la cifra sale a €4.500–€7.500.

Consigli di mercato:

  • I prezzi delle Bonneville hanno visto un incremento del 15-20% tra il 2022 e il 2024 a causa del boom del segmento "modern classic". Si prevede una stabilizzazione per il biennio 2025-2026.
  • La Speed Triple 1050 è considerata una "future classic": i modelli della prima serie (2005-2007) sono attualmente sottovalutati e potrebbero vedere un aumento di valore nei prossimi anni.
  • Evitate le cosiddette "bitsa" (moto assemblate con pezzi di annate diverse): hanno scarso valore collezionistico e sono difficili da rivendere.

Esperienza di Guida e Performance

Guidare una Triumph significa immergersi in due mondi distinti: il carattere meccanico e viscerale dei bicilindrici e tricilindrici Meriden e la raffinatezza tecnologica dei modelli Hinckley.

Bonneville T120 (1959–1974): Il bicilindrico da 650 cc vibra dolcemente al minimo, svegliandosi con vigore sopra i 3.000 giri e spingendo con linearità fino ai 6.500. Il cambio ha innesti precisi e metallici, mentre i freni a tamburo richiedono una guida d'anticipo, tipica delle moto d'epoca. La posizione di guida eretta e il manubrio stretto offrono un controllo eccellente sulle strade secondarie, ma rivelano i limiti nei trasferimenti autostradali, dove sopra i 140 km/h le vibrazioni diventano intense. Il suono del bicilindrico a 360° è un battito regolare e inconfondibile. La ciclistica permette pieghe divertenti, ma l'uso di pneumatici moderni è fondamentale per garantire sicurezza e grip.

6T Thunderbird: Più rilassata rispetto alla Bonneville, con uno sterzo meno diretto e un peso maggiore che conferisce stabilità. È la compagna ideale per il turismo lento, dove i 34 CV sono sufficienti per viaggiare a 130 km/h in totale relax. Il motore è più fluido, sebbene le vibrazioni si facciano sentire oltre i 5.500 giri.

T160 Trident: Il tre cilindri da 750 cc ha una voce che ricorda una piccola Jaguar E-Type: setosa, capace di salire di giri con una progressione elettrizzante dai 4.000 giri in su. I 58 CV sembrano molti di più grazie a un'erogazione della coppia estremamente lineare. Nonostante il peso di 233 kg, la moto è stabile nelle curve veloci. L'avviamento elettrico, nel 1975, era un vero lusso. Le vibrazioni sono minime fino ai 7.000 giri, rendendola una delle classiche più piacevoli per le lunghe distanze.

Speed Triple 900 (1994–1996): Aggressiva, grezza, senza compromessi. I 97 CV del tre cilindri da 885 cc erano esplosivi negli anni '90; oggi la potenza sembra gestibile, ma la risposta al gas rimane immediata e brutale. Gli scarichi bassi emettono un ruggito cupo, e la posizione di guida è caricata sull'anteriore, invitando a una guida sportiva. È una divoratrice di curve, sebbene risulti affaticante nei lunghi viaggi.

Speed Triple 1050 (2005–2015): Qui l'anima britannica incontra la tecnologia delle supersportive moderne. Con 130 CV, freni Brembo radiali e forcella a steli rovesciati, la 1050 offre prestazioni di altissimo livello. Il motore spinge forte già dai 3.000 giri, con un allungo che si ferma solo a 9.500 giri. L'introduzione del controllo di trazione (dal 2011) l'ha resa più fruibile nell'uso quotidiano. Il suono del tre cilindri da 1.050 cc è più profondo e rotondo rispetto all'urlo della 885.

Bonneville T100/T120 Hinckley (865/1200 cc): L'interpretazione moderna del mito. Il raffreddamento a liquido elimina i problemi di surriscaldamento nel traffico urbano, il Ride-by-Wire rende l'erogazione vellutata e l'ABS garantisce frenate sicure. La T120 (1200) è decisamente più brillante della 865, con 80 CV che permettono di viaggiare a 170 km/h senza sforzo, mantenendo però un'attitudine al cruising rilassato. Le ruote a raggi e i doppi ammortizzatori posteriori mantengono l'estetica classica, ma il comportamento dinamico è quello di una moto del XXI secolo.

Confronto tra i modelli: Le Bonneville Meriden richiedono una guida attiva e consapevole: bisogna gestire le vibrazioni, anticipare le frenate e sincronizzare perfettamente le cambiate. I modelli Hinckley perdonano molto di più, pur sacrificando un pizzico di "anima" meccanica. Le Speed Triple, in tutte le loro generazioni, sono macchine da adrenalina: rumorose, veloci e orgogliosamente scomode. Le Trident 750/T160 sono invece le "Gentlemen Racer" della gamma: veloci, ma con un'eleganza e una civiltà superiori.

Design e Filosofia

Il design Triumph segue dal 1937 un unico credo: la funzione modella l'estetica, l'identità britannica rimane inconfondibile. Edward Turner, il leggendario capo progettista dell'era Meriden, definì le linee guida: motori dalle forme scultoree, serbatoi a goccia e sovrastrutture minimaliste. La sua Speed Twin stabilì uno standard: il motore non è nascosto, ma è il centro visivo e artistico della motocicletta.

La Bonneville T120 perfezionò la visione di Turner: serbatoio bicolore (originariamente nelle iconiche tinte Tangerine Dream o Alaskan White con filettature fatte a mano), cilindri alettati bene in vista, fari cromati e carburatori Amal come elementi distintivi. La sella piatta e sottile sottolineava un'estetica essenziale, dove ogni componente aveva una ragione d'essere tecnica. Turner era un ingegnere, non un artista, e proprio questo pragmatismo ha conferito alle Triumph una bellezza senza tempo.

Negli anni '60, la Bonneville divenne l'emblema dello stile Café Racer: semimanubri (clip-ons), sella monoposto con codino, cupolini aerodinamici e pedane arretrate. I "Rockers" londinesi modificavano le loro T120 per raggiungere le fatidiche 120 miglia orarie (il "ton") – Triumph assecondò questa tendenza offrendo parti speciali direttamente dalla fabbrica. La T100 Daytona era, di fatto, una moto da corsa stradalizzata.

La Trident/T160 introdusse elementi di modernità tra il 1969 e il 1975. Ray Pickrell disegnò la Trident 750 con un profilo snello e i caratteristici tre scarichi su un lato, una scelta audace che polarizzò il pubblico. La T160 corresse il tiro con uno scarico 2-in-1 e linee del serbatoio più squadrate, cercando di contrastare l'avanzata del design giapponese.

L'era di John Bloor dal 1990: Il designer John Mockett ebbe il compito di creare la nuova linea Hinckley, partendo da zero ma mantenendo il DNA del marchio. La Daytona 900/1200 (1991) presentava telai massicci ma forme più morbide e raccordate rispetto alle concorrenti nipponiche. La vera rivoluzione fu la Speed Triple (1994): una streetfighter nuda con il doppio faro circolare, scarichi alti sotto la sella e un'estetica aggressiva che puntava ai ribelli urbani. Il designer Rodney Phipp affinò ulteriormente queste linee nei modelli successivi, consolidando l'immagine "dark" e muscolosa di Triumph.

La Bonneville Hinckley (2001) fu un capolavoro di equilibrio: autenticità retrò unita a tecnologia moderna. Il designer Ian Parkes replicò fedelmente le proporzioni della T120 originale (linea del serbatoio, forma della sella, dettagli cromati), riuscendo a nascondere abilmente il radiatore del raffreddamento a liquido, i corpi farfallati dell'iniezione (camuffati da carburatori) e il catalizzatore. Ogni dettaglio richiama gli anni '60, ma è progettato per gli standard del 2020.

Evoluzione del design: Se Meriden puntava sulla riduzione senza tempo, Hinckley punta sulla reinterpretazione moderna. Le combinazioni cromatiche rimangono fedeli alla tradizione: British Racing Green, Jet Black, Competition Orange, evitando le grafiche eccessive tipiche di altri produttori. Il cromo e l'acciaio spazzolato dominano le superfici, mentre la plastica è ridotta al minimo indispensabile.

Elementi distintivi: Il logo Triumph (dal 1907 la scritta in corsivo racchiusa in un ovale) è rimasto quasi immutato. Gli scarichi a "bottiglia" (peashooter) delle TR6/T120 sono diventati un'icona del design industriale. I modelli moderni utilizzano scarichi bassi (Speed Triple) o impianti 2-in-2 (Bonneville), entrambi immediatamente riconoscibili come parte della famiglia Triumph.

Corse e Cultura

Tourist Trophy (Isola di Man): Il primo podio di Triumph al TT risale al 1907 (secondo e terzo posto), seguito dalla vittoria di Jack Marshall nel 1908. Dopo decenni di successi sporadici, la vittoria di Ken Arber nel 1951 rilanciò il marchio nelle competizioni. Gli anni '70 videro il dominio della Trident nella classe 750 cc, con Tony Jefferies che conquistò numerosi podi. La T100R Daytona divenne la base preferita per molti team privati, grazie alla sua agilità e affidabilità.

Bonneville Salt Flats: Nel 1956, Johnny Allen raggiunse le 214 mph (344 km/h) su un siluro motorizzato Triumph, stabilendo un record che, sebbene non riconosciuto ufficialmente dalla FIM per questioni tecniche, diede il nome al modello più famoso della casa. Negli anni '60, ulteriori tentativi con motori T120 superarono le 230 mph, cementando il legame tra Triumph e la velocità pura.

Cultura Cinematografica: Marlon Brando e la sua 6T Thunderbird ne "Il Selvaggio" (1953) trasformarono Triumph nel simbolo della ribellione giovanile. Steve McQueen guidò una T100 ne "La Grande Fuga" (1963): nonostante il film fosse ambientato in Germania, l'attore pretese di usare le Triumph britanniche al posto delle BMW tedesche per le scene d'azione. James Dean, Bob Dylan, Che Guevara: tutti hanno posseduto e guidato una Triumph, rendendo il marchio un'icona della controcultura globale.

Scrambler e Desert Sled: I modelli Triumph T100C e TR6C dominarono le gare nel deserto americano negli anni '60. Scarichi alti, pneumatici tassellati e telai rinforzati permettevano a queste moto di battere Harley e Indian sui terreni più impervi. Bud Ekins, controfigura di McQueen, vinse numerose edizioni della leggendaria gara Baja su una Triumph Desert Sled.

Cultura Mod e Rocker (UK): Mentre i Mod degli anni '60 preferivano le Vespa e le Lambretta italiane, i loro rivali, i "Rocker", giuravano fedeltà alla Triumph Bonneville. Gli scontri di Brighton del 1964 sancirono il legame indissolubile tra giacca di pelle e T120, una sottocultura che sopravvive ancora oggi nei raduni di tutto il mondo.

Mercato Italiano e Artigianalità: In Italia, Triumph è vista come l'alternativa raffinata alle moto giapponesi e la degna compagna delle eccellenze nazionali come Moto Guzzi o Ducati. L'apprezzamento italiano per il design ha portato alla nascita di numerose officine di customizzazione che utilizzano le basi Triumph per creare opere d'arte su due ruote, fondendo l'ingegneria inglese con il gusto estetico italiano.

Conclusioni e Sintesi

Triumph unisce oltre 120 anni di storia motociclistica britannica, dai classici di Meriden alle moderne reinterpretazioni di Hinckley. Bonneville T120, 6T Thunderbird, T160 Trident, Speed Triple e le moderne T100/T120 sono i pilastri di un marchio che ha saputo resistere alle mode, attirando motociclisti dalla forte personalità.

Per chi desidera acquistare:

  • La Bonneville T120 (Meriden) è la base definitiva per chi cerca il fascino del vintage puro; i valori sono in crescita, ma la manutenzione richiede competenza specifica.
  • La 6T Thunderbird offre un ingresso più accessibile nel mondo dei bicilindrici paralleli classici, senza il sovrapprezzo legato al nome Bonneville.
  • La T160 Trident è la scelta per gli intenditori che cercano la fluidità del tre cilindri, pur consapevoli della complessità tecnica.
  • La Speed Triple 1050 (2005–2010) è una "future classic" sottovalutata: offre prestazioni moderne e carattere streetfighter a prezzi ancora competitivi (sotto i €7.500).
  • La Bonneville Hinckley (865/1200 cc) rappresenta il compromesso perfetto: estetica retrò, affidabilità moderna e grande facilità d'uso quotidiano.

Triumph attira chi mette l'anima sopra la perfezione. Non è mai stata la moto più veloce, la più leggera o la più economica, ma è sempre stata quella con più carattere. Che si tratti di una classica Meriden con le sue piccole perdite d'olio e l'avviamento a pedale, o di un modello Hinckley con ABS e Ride-by-Wire, guidare una Triumph significa far parte di una cultura che celebra l'individualità da oltre un secolo.

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