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Benelli 500 (1937)

28 000 EUR3 606 960 JPY54 762 BGN718 088 CZK208 866 DKK24 939 GBP9 093 560 HUF120 663 PLN129 704 RON293 580 SEK31 573 CHF3 682 000 ISK271 012 NOK207 774 HRK2 274 966 RUB209 868 TRY45 668 AUD134 431 BRL42 647 CAD222 597 CNY254 380 HKD481 895 120 IDR116 116 ILS2 354 702 INR36 571 920 KRW625 800 MXN134 523 MYR49 764 NZD1 749 916 PHP44 646 SGD1 064 252 THB489 096 ZAR

Offert pour: 28 000 EUR

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Demande pour Benelli 500 (1937) | ID du véhicule: 66796

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  • Données techniques
  • Description
  • Ètat
  • Marque Benelli
  • Modèle 500
  • Année 1937
  • Typologie Grand tourisme
  • Numéro d'identification du véhicule non spécifié
  • Numéro de Transmission non spécifié
  • Numéro de moteur non spécifié
  • Couleur extérieure Noir
  • Expertise non spécifié
  • Condition catégorie Restauré
  • Kilométrage (compteur) non spécifié
  • Nombre de propriétaires précédents non spécifié
  • Date immatriculation non spécifié
  • Numéros correspondants non spécifié
  • Café Racer non spécifié

Autres données techniques

  • Engine design 4-Temps | OHC
  • Puissance (kW/CV) 17/23
  • Cylindrée (ccm) 498
  • Cylindre 1
  • Starter Kick
  • Cooling a air
  • Boîte de vitesse non spécifié
  • Transmission non spécifié
  • Vitesses non spécifié
  • Traction Chaine
  • Carburant Essence
  • Frein avant non spécifié
  • Frein arrière non spécifié
  • Curb weight (kg) non spécifié

Il primo motore

Complice l'univoca passione per i motori, i fratelli Benelli avevano preso l'abitudine, sin dal 1910, di riunirsi per progettare, sotto la direzione di Giuseppe e Giovanni, un motore tutto loro con il quale equipaggiare una motocicletta. L'opera di progettazione, prototipazione e sviluppo, eseguita fuori dall'orario di lavoro e spesso ostacolata dalle difficoltà anzidette, durò otto anni e partorì un motore a due tempi di 75 cm³ che venne esposto alla 1ª Fiera campionaria di Milano del 1920, ottenendo lusinghiere critiche. Successivamente maggiorato a 98 cm³, il motore equipaggiò il primo motociclo prodotta dalla Benelli, nel 1921.

Questa moto, opportunamente modificata per le competizioni, cominciò a gareggiare nel 1923 pilotata direttamente da Antonio Benelli, detto "Tonino". Tonino si laureerà Campione Italiano nel 1927, 1928, 1930 e 1931, guidando nei primi tre casi la Benelli 175 monoalbero e nel 1931 la Benelli 175 bialbero, con la quale conquista la piazza d'onore nel Campionato d'Europa, alle spalle del compagno di squadra Carlo Baschieri. Nel 1930 la Benelli aveva più di 1000 operai.

Le moto Benelli, senza Tonino che dovette interrompere la sua brillante carriera di pilota nel 1932 a causa di un incidente, risultarono comunque vittoriose, ed arrivarono a conquistare nel 1939 il prestigioso Tourist Trophy. Vittoria bissata anche nel 1950, quando Dario Ambrosini si laureerà Campione del Mondo. Nel 1969 si aggiudicò l'ultimo Titolo Mondiale e l'ultimo Tourist Trophy nella classe 250 con Kel Carruthers.

Giuseppe Benelli, in seguito a disaccordi con alcuni familiari, si stacca nel 1949 dall'azienda e fonda la MotoBi che ottiene un notevole successo con i motori orizzontali "a uovo". Dopo la morte di Giuseppe, avvenuta nel 1957, gli eredi trovano un accordo e la MotoBi si fonde con la Benelli, pur rimanendo attiva come marchio. Nel 1962 la produzione complessiva raggiunse i 300 esemplari al giorno di entrambi i marchi. Alla fine degli anni sessanta la crescente diffusione dei marchi giapponesi in Italia si fa insostenibile e l'azienda pesarese inizia un rapido declino, che i fratelli Marco e Paolo Benelli, figli di Tonino, tentano di arginare con investimenti nel campo sportivo e la progettazione di nuovi motori bicilindrici a due tempi, per la quale viene ingaggiato lo specialista tedesco Peter Dürr.

La gestione De Tomaso

Nel 1972 gli eredi Benelli decisero di vendere l'azienda all'industriale argentino Alejandro de Tomaso. Marco Benelli rimase in azienda come dirigente, mentre il fratello Paolo lasciò per dedicarsi alla Benelli Armi (che, in collaborazione con la Morbidelli, costruirà le moto da GP MBA).

Al fine di sfidare le case giapponesi De Tomaso chiese ai progettisti di copiare un motore Honda CB 500 Four, al fine di risparmiare tempo e denaro. Nacque così la 500 Quattro (1974) e la "sorella" Moto Guzzi GTS 350.

Benelli 750 Sei del 1975

Nonostante diversi tentativi di diversificarsi dai concorrenti giapponesi (citiamo la 750 Sei e il suo motore a sei cilindri in linea, primo al mondo su una moto stradale, che nel 1979 sarà portato a 900 cm³), una fusione con l'acerrima rivale (nelle corse) Moto Guzzi nel 1988 nella Guzzi-Benelli Moto (G.B.M. S.p.A.), l'attività produttiva si ridusse ai minimi termini: nel 1989 solo un'ottantina di operai lavoravano, mentre altri 153 erano in cassa integrazione.

Giancarlo Selci, ex dipendente Benelli e titolare della Biesse, rilevò la Casa pesarese nel 1989 tentando un rilancio che non ebbe successo; l'attività riprende solo nel 1995 quando Andrea Merloni acquisisce il marchio e lancia una serie di scooter per dare immediato ossigeno alle casse ed organizzare la rete di vendita ed assistenza, al fine di prepararsi al meglio al rientro di Benelli nel settore moto. Degno di nota nella gamma scooter di quegli anni è il modello Adiva, dotato di tettuccio rigido asportabile e il 491, scooter 50 cm³ dedicato ai più giovani che riscosse un buon successo commerciale. Gli importanti investimenti stanziati porteranno finalmente alla nascita della Tornado 900 Tre, una moto sportiva pura, dotata di un motore a 3 cilindri in linea che presentava una inedita disposizione del radiatore di raffreddamento posizionato sotto il codino posteriore e dotato di due ventole di aspirazione forzata dell'aria di scenografico effetto. Andrea Merloni tentò anche l'avventura del Campionato Mondiale Superbike per le derivate dalla serie, cogliendo nel primo anno di partecipazione qualche punto in classifica. Considerazioni di carattere economico spinsero ad interrompere la partecipazione alle gare in breve tempo.

Nel 2004 Benelli irrompe con il nuovo modello TNT, una roadster caratterizzata dallo stesso motore a 3 cilindri portato ad una cilindrata di 1130 cm³, disposizione laterale sdoppiata del radiatore di raffreddamento ed un telaio che utilizzava tecnologie aeronautiche per la sua realizzazione. La rivista tedesca Motorrad Magazine premia la TNT come miglior moto dell'anno 2004.

Gli ingenti investimenti schiacciano, però, nuovamente la Benelli nel baratro delle difficoltà finanziarie, e nel corso del 2005 la società sospende la produzione.

Centenario della Benelli

Nel 2011 (anno del 100º anniversario) si è svolta a Pesaro una grande festa durata una settimana che ha coinvolto tutti gli appassionati e i possessori di motociclette Benelli da tutto il mondo. Nello stesso anno al salone del motociclo di Milano la Benelli ha annunciato nuovi modelli tra cui un motard di 250 cm³, una bicilindrica di 750 cm³ già presentata nel 2006 e alcuni scooter di 150 cm³.

État, Immatriculation & Documents

  • carte grise "collection"
  • Immatriculé
  • Prêt à conduire
  • sans accident

ID du véhicule: 66796


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